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Come trasformo Sherlock Holmes in gelato

Quale strano enigma è mai il gelato!

– Valutiamo questo gusto di Zuppa Inglese, Watson. Cosa dicono le sue papille?

– Crema all’uovo con liquore Alchermes e gocce di cioccolato extra fondente, Mr. Holmes.

– Che scempio amico mio, cos’è la sua, l’analisi di un moccioso di quinta elementare? Non è questo il modo di assaggiare. Mi segua:

Uovo pastorizzato a settantotto gradi, le proteine non sono ancora coagulate, uovo di Parisi stando al tenore di grassi nel tuorlo, galline allevate a terra nella zona toscana per la precisione data la carica proteica. Zucchero semolato, ben sciolto reso sciroppo a densità coerente con i gradi Baumè richiesti. Il latte è di alta qualità a km zero, è consegnato in vetro data l’assenza di particelle residue di plastica, stando inoltre all’umidità del tenore lipidico la zona di provenienza è Nepi. La cioccolata è fondente, temperata in Belgio ma da piantagioni peruviane per via dell’aroma lievemente speziato. Ha un dodici percento di zuccheri e non dieci come l’azienda che la lavora millanta.

Il pan di spagna è industriale. Peccato. Mi chiedo perché un insulto simile Watson, esistono ancora aziende attive che producono cibo utilizzando materie prime industriali?

La sabbiosità tradirebbe un pan di spagna simile persino all’assaggio di uno come lei Watson.

L’alchermes infine è rosso, lieve esuberanza del tenore zuccherino, si sentono chiari i chiodi di garofano, la cannella, il cardamomo, l’acqua di rose e una nota di lampone, surgelato per altro come se non fosse chiaro.

Se amassi il gelato direi: banale Watson.

Conviene con me?

Image by Gerd Altmann from Pixabay