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CRONACHE DEL MALPAGÒ #25

Le singolari avventure dei cittadini che vivevano un tempo nella nazione più lontana dalla nostra fortunata Italia. Venticinquesima puntata.


Gli studenti di Augusto Nichelino smisero di colpo lo studio della matematica. Se una torta come SessiBon guadagnava milioni soltanto mostrandosi con la panna arricciata sui social, a che serviva studiare? “A diventare donne e uomini migliori” li spronava lui. “Molto meglio essere un prodotto da forno coi soldi!”. “Ma come persone, nessuno potrà mangiarvi”. “Stai scherzando, vero?” sorrise SessiBon mostrando i suoi denti di mandorla. Che Meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Aurora Dell’Assunzion ignorava di essere l’unica non raccomandata tra i suoi colleghi. In quell’azienda anche i sorci avevano bisogno di un amico importante per infilarsi tra le tubature. Lei era entrata per concorso ma gli altri la guardavano con sospetto. Temevano che fosse spinta da qualcuno tanto potente che nessuno doveva saperlo. Così erano molto gentili con lei e Aurora pensava che il mondo fosse migliore di quel che appariva. Che Meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Quando s’incontravano, gli scrittori del Malpagò si esibivano nella Marchetta Paracula. Si facevano grandi complimenti reciproci sui propri libri. “Opera geniale”. “Romanzo profondo”. “Sublime l’intreccio”. “Divino il linguaggio”. Di solito non l’avevano letto, proprio per evitare che l’altro capisse cosa ne pensassero davvero. La verità è che avevano così tanta voglia di ricevere complimenti da essere perfino disposti a farne! Che Meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Helpidio Paraculo D’Orleans era il Principe dei Consulenti. Ogni volta che bisognava implementare la produzione o efficientare le risorse droidiche, chiamavano lui. Helpidio presentava slide e sfornava grafici, leggeva dati, cardava i boli e scremava il lattosio. Nessuno capiva niente e alla fine ogni cosa restava come prima. Tranne il suo conto in banca sempre più ricco. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Finanzio Paraculo Principe d’Orleans governava il Pil del Malpagò. Troppi lavoratori, tagliategli la testa. Troppi pensionati, tagliategli la testa. Troppi medici, tagliategli la testa. Un giorno si sentì male e lo portarono in un ospedale pubblico. “Cos’ha?” chiese il medico. “Mal di pancia”. “Tagliategli la testa”. “No” gridò lui. Lo salvarono invece, anche se il deficit nazionale crebbe . “Esticazzi!” gridò Finanzio. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


25 to be continued…

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