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CRONACHE DEL MALPAGÒ #10

Le singolari avventure dei cittadini che vivevano un tempo nella nazione più lontana dalla nostra fortunata Italia. Decima puntata.


I cittadini del Malpagò pensavano di sapere già quello che gli serviva per vivere. Trovavano i libri di testo troppo lunghi, troppo pesanti, scritti con parole troppo complicate. Erano sufficienti le reti televisive e i social network per gli aggiornamenti sulle ultime notizie. Qualche problema nasceva quando dovevano parlare una lingua straniera, ma a quel punto se la cavavano con una battuta che solo loro trovavano divertente. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Il Principe Nutello Paraculo D’Orleans aveva messo in vendita una crema spalmabile miracolosa. Eri solo? Spalmavi e stavi meglio. Eri triste? Spalmavi e sorridevi. Eri deperito? Spalmavi e rifiorivi. Eri stato trombato? Vai con la spalmata. Avevi divorziato? Una bella spalmata! Era sempre il momento giusto per una spalmata. Finché, spalmata su spalmata, si dovettero ingrandire le porte delle case perché non ci passava più nessuno. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Una notte Nicky Zompetta s’imbatté in un tipo con un mantello e una mascherina sugli occhi. Al contrario di lei che saltava dalla terra ai tetti, lui si lasciò cadere da un’alta grondaia al marciapiede. Precipitò con un fischio che pareva una bomba poi produsse un grosso buco nel selciato. Dopo qualche secondo rispuntò fuori. Camminava un po’ storto ma con eleganza. Nicky provò prima una gran paura poi fece un sospirone innamorato. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Per le autorità il nuovo super eroe Coso Cascone era un problema maggiore di Nicky Zompetta. Infatti non si limitava a buttarsi dai tetti ma lasciava grandi buche nel selciato che gli operai dovevano richiudere. Comunque quella delle buche aperte era una bella tradizione del paese, ce n’erano alcune che duravano fin dai tempi della prima automobile e venivano conservate con un nastro giallo intorno, in bella vista sulla carreggiata. Che Meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


I politici del Malpagò trovavano divertenti le discussioni, gli accordi e i disaccordi. Adoravano le crisi, le salite al Colle e le consultazioni. Avrebbero fatto qualunque cosa pur di non governare, attività che gli pareva faticosa quasi come un lavoro. E loro avevano scelto la politica proprio per non lavorare. Così, appena potevano, tiravano via la sedia al presidente in carica che si stava sedendo per divertirsi quando cadeva. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


#10 to be continued…

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