Come trasformo “Le quattro stagioni” di Vivaldi in gelato

Si può trasformare un'opera d'arte in gelato? Andrea Fassi ci riesce. Questa è la volta di Vivaldi e le sue stagioni

Allegra si fa strada la primavera, l’archetto scivola sereno sulle corde sbrinandosi del freddo inverno, albicocche mature a riposo nel latte e nella panna; scivolano via i noccioli come il cantar di uccelli e si mescolano a foglie fruscianti di basilico appena colto. Il ritmo primaverile è allegro, un gelato di albicocche e basilico che sonnecchia in attesa di essere sorbito.

Potente arriva l’estate, spacca il guscio di una rotonda anguria, si desidera un gelato ma il caldo è eccessivo e la preparazione lenta. Come un fulmine si abbatte lo scalpello su un blocco di ghiaccio, sminuzzandolo, tempesta inaspettata che si avvicina a ritmo sostenuto mischia ghiaccio e anguria. Il caldo lascia spazio a un imponente e fresco nubifragio inaspettato come una granita improvvisata al calar dell’estate.

Ora le foglie ambrate fiutano il freddo. I colori profumano l’aria mentre il vino fermenta. Un grassottello Bacco si improvvisa gelatiere, un’anfora di vino laziale, una manciata di zucchero, un po’ di latte e castagne sul fuoco. C’è voglia di casa i tempi si dilatano, le guance rosate gustano il gelato alcolico che grida all’autunno di resistere al gelo in arrivo.

Nulla si può contro lo scorrere del tempo. L’inverno lascia spirar un orrido e gelido vento. L’arco sfiora le corde tese del violino mentre lo spremi agrumi estrae succo freschissimo di corpose arance siciliane. Le mani accorpano neve soffice a cui aggiungere il nettare, la melodia si scompone in tre momenti, l’agitar della miscela per l’immissione di aria, il battere dell’acqua nel contenitore e il piacere di veder pronto un sorbetto succulento di arance Tarocco in un freddo inverno che tutto può ma non negar un gelato.

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Andrea Fassi

Pronipote del fondatore del Palazzo del Freddo, Andrea rappresenta la quinta generazione della famiglia Fassi. Si laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali coltivando l’interesse per la scrittura. Prima di seguire la passione di famiglia, gira il mondo ricoprendo diversi ruoli nel settore della ristorazione ed entrando in contatto con culture lontane. Cresciuto con il gelato nel sangue, ama applicare le sue esperienze di viaggiatore alla produzione di gusti rari e sperimentali che propone durante showcooking e corsi al Palazzo del Freddo. Ritorna al passato dando spazio al valore dell’intuito invece dei rigidi schemi matematici in cui spesso oggi è racchiuso il mondo del gelato. Combina la passione per il laboratorio con il controllo di gestione: è l’unico responsabile del Palazzo del Freddo in qualità di Amministratore Delegato e segue la produzione dei locali esteri in franchising dell’azienda. In costante aggiornamento, ha conseguito il Master del Sole 24 Ore in Food and Beverage Management. La passione per la lettura e la scrittura lo porta alla fondazione della Scuola di scrittura Genius nel 2019 insieme a Paolo Restuccia, Lucia Pappalardo, Luigi Annibaldi e ad altri editor e scrittori. Premiato al concorso “Bukowsky” per il racconto “La macchina del giovane Saleri”, riceve il primo premio al concorso “Esquilino” per il racconto “Osso di Seppia” e due menzioni speciali nei rispettivi concorsi “Premio città di Latina” e “Concorso Mario Berrino”. Il suo racconto “Quando smette di piovere”, dedicato alla compagna, viene scelto tra i migliori racconti al concorso “Michelangelo Buonarroti”. Ogni martedì segue la sua rubrica per la scuola Genius in cui propone racconti brevi, pagine scelte sui sensi e aneddoti dietro le materie prime di tutto il mondo. Per la testata “Il cielo Sopra Esquilino” segue la rubrica “Esquisito” e ha collaborato con il sito web “La cucina italiana” scrivendo di gelato. Docente Genius di scrittura sensoriale, organizza con gli altri insegnanti “Il gusto per le storie”, cena evento di degustazione di gelato in cui le portate si ispirano a libri e film.

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