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Uno, nessuno e centomila Mark Caltagirone

Chi è Mark Caltagirone?

Per più di cinque settimane abbiamo sentito questa domanda nei salotti televisivi, dove schiere di opinionisti continuavano a domandarsi se quest’uomo, dal nome degno di una soap-opera alla Beautiful, nonché promesso sposo di Pamela Prati, fosse un uomo in carne e ossa, un’identità virtuale, un fantasma o il prodotto malato delle fantasie romantiche della starlette.

Pamela Prati, durante la prima intervista a Barbara D’Urso, in cui dichiarava di essere in procinto di sposarsi, definì questo fantomatico uomo perfetto come ‘me stessa in versione maschile’ e ‘la mia anima gemella’. Parlò anche di due bambini che l’uomo avrebbe avuto in affido, permettendole così di realizzare quel sogno di famiglia che aveva sempre sognato. Furono mostrati i disegni dei bambini e Pamela, con la voce strozzata da un pianto senza lacrime, precisò che “la bambina fa la ballerina… come me”.

Ciò che non si riuscì a vedere fu invece il volto dello sposo, con la scusa di una presunta riservatezza prima, e dell’esclusiva delle immagini del matrimonio concessa alla trasmissione Verissimo poi. Al suo posto, sui led degli studi televisivi, a fare da sfondo a interviste e discussioni varie sull’identità e, col passare dei giorni, sull’esistenza di Caltagirone, è comparsa la silouette nera di uomo in smoking con, al centro del viso, un punto interrogativo bianco.

Dal quel momento la rete è impazzita, i meme che sbeffeggiano Pamela Prati e il promesso sposo senza volto hanno iniziato a moltiplicarsi e i talk show di tutte le reti a dedicare sempre più spazio alla vicenda.

Quando ormai le voci sulla non veridicità dell’imminente matrimonio sono diventate praticamente una certezza, ecco che nei salotti tv, al fianco o al posto di Pamela Prati, arrivano le sue due agenti: Pamela Petricciolo, detta Donna Pamela, e Eliana Michelazzo. 

Le due donne difendono la Prati, dicono di conoscere Mark Caltagirone e che il matrimonio si farà, ma gli altri ospiti le deridono, scuotono la testa, nessuno sembra crederci più. Ecco allora comparire, su alcuni giornali, foto di Pamela Prati paparazzata a fianco di uomo, nascosto però (guarda caso) da un cappellino rosso, mentre è lo stesso Mark Caltagirone (o meglio, la voce di uomo che dice di essere Mark, all’anagrafe Marco) a intervenire telefonicamente durante un talk in prima serata per dire che sì, lui c’è, esiste, e il matrimonio si farà.

Gli animi paiono placarsi, ma l’incredulità rimane. Con la scusa ormai inaccettabile dell’eccessiva pressione mediatica, il matrimonio viene prima rimandato, poi annullato. Pamela Prati accetta di farsi intervistare nell’ennesima prima serata condotta da Barbara D’Urso, pendiamo tutti dalle sue labbra, ma lei sfugge ancora una volta, dice che non ha più niente da dire su questa storia, e lascia lo studio. 

Il popolo della Tv però non ci sta. I conduttori delle trasmissioni iniziano a usare parole come ‘truffa’ e ‘denunce’. Gli opinionisti si infiammano, si indignano per il coinvolgimento dei bambini, reali o immaginari che siano, condannano l’uso del mezzo televisivo e la presa in giro ai fedeli telespettatori, vogliono le teste di Pamela Prati ma anche delle sue agenti, Eliana e Donna Pamela, colpevoli di averla plagiata secondo alcuni, e di averle retto il gioco secondo altri.

Ed è qui che arriva il colpo di scena. Eliana Michelazzo afferma di essere stata in questura per denunciare Donna Pamela, e accetta di farsi intervistare, sempre in esclusiva e in prima serata, da Barbara D’Urso, durante una puntata che viene presentata come “Tutta la verità su Mark Caltagirone”.

Ed è proprio la Michelazzo a diventare la nuova protagonista di una vicenda sempre più intricata e paradossale, nel momento in cui rivela non tanto ciò che tutti hanno ormai capito, ossia che  Mark Caltagirone non esiste, ma che lei stessa è stata plagiata da Donna Pamela, in quanto vittima da ben dieci anni di un finto matrimonio virtuale con tale Simone Coppi (dichiaratosi irraggiungibile in quanto ‘magistrato sotto scorta minorile’), a sua volta parente/cugino/fratello di David e Danny Coppi: tutte identità virtuali che, nel corso degli anni, avrebbero tentato di agganciare e irretire varie personalità del mondo dello spettacolo, tra le quali Manuela Arcuri (di cui vediamo uno stralcio di intervista in cui ammette di aver iniziato una conoscenza virtuale col suddetto Simone Coppi, per poi interromperla nel giro di un paio di mesi a fronte di un mancato incontro dal vivo) e Alfonso Signorini (che parrebbe aver ammesso di essere stato per un certo tempo succube di uno dei finti bellimbusti del clan Coppi).

Ecco quindi che viene a galla un esercito di Mark Caltagirone alias Simone Coppi, intrico pirandelliano di identità virtuali fasulle create usando foto prese dai social di uomini di bell’aspetto per poi creare profili da usare per cercare di manipolare e probabilmente truffare il malcapitato vip di turno.

Gli opinionisti e il pubblico in studio sono increduli, la Michelazzo si difende al grido di “Dovreste trovarvici voi, non sapete a quante donne è successo”. E ha ragione. Già negli anni scorsi, trasmissioni come Catfish avevano fatto luce su questo modo di usare il web spacciandosi per la donna ma soprattutto l’uomo dei sogni, la versione contemporanea del principe azzurro, colui che sa sempre cosa dire, che fa promesse di amore eterno, che entra nelle menti di donne deluse, ferite, ingenue, insoddisfatte fino a divenire un’ossessione dai risvolti spesso tragici.

Ma con la storia di Mark Caltagirone si va oltre tutto questo, perché, all’indomani dell’intervista della Michelazzo, il web non ci sta, si scatena, ed ecco che viene apertamente dichiarato da vari siti ciò che molti già sospettavano, cioè che Donna Pamela (ora ricoverata in ospedale per aver assunto una dose eccessiva di non precisate gocce) e la Michelazzo sarebbero amanti da anni, e quindi complici e artefici di tutto il circo mediatico delle ultime settimane, probabilmente in combutta con Pamela Prati (che prima smentisce e poi tenta la carta del plagio), a quanto pare nota vittima di debiti accumulati negli anni al gioco del Bingo.

Le illazioni continuano, c’è chi è arrivato a ipotizzare che sia la stessa rete televisiva ospite delle interviste in esclusiva il vero burattinaio della vicenda Caltagirone. 

Ma ciò che appassiona me è altro: è il ribaltamento, a opera di due (o tre, poco importa) donne, del ruolo dell’identità virtuale (in questo caso) maschile da presunto uomo dei sogni in realtà perverso manipolatore a mezzo usato per manipolare e fare soldi gossip audience. E il tutto diventa ancora più interessante se pensiamo a chi è Eliana Michelazzo: una ex corteggiatrice di Uomini e Donne, una delle protagoniste di un programma in cui ragazze (anche ragazzi, sì, ma purtroppo non è la stessa cosa) appena maggiorenni si contendono l’amore di un ragazzo. La Michelazzo è arrivata fino alla fine, era una delle due candidate alla scelta, ma non ce l’ha fatta, è stata scartata, rifiutata davanti a milioni di telespettatori. Come ha reagito? Sbarazzandosi del sogno del principe azzurro e prendendo parte a una macchinazione in cui di tale sogno ci si prende gioco, divenuta spettacolo senza apparente fine, in cui i contorni di realtà e finzione si fanno sempre più labili e sfumati e non si sa più chi siano i carnefici e chi le vittime.