Se vi capita di ragionare da soli o con chi vi sta attorno di cinema o di libri per un certo numero di ore al giorno, se tendete a incazzarvi oltremisura quando vedete un brutto film al cinema o in tivù o quando leggete un romanzo fasullo e non la finite più di parlarne, e di scriverne magari, e la prendete quasi come un fatto personale, come qualcuno vi ha anche detto. Allora, avete buoni motivi per cominciare a scrivere seriamente, con possibili esiti di critico. E magari di critico rompicoglioni, che è la categoria ideale per un critico. A parte gli scherzi, se la letteratura, il cinema, l’arte in genere, vi occupano il cervello e il cuore, dedicatevi seriamente alla scrittura, non siate sordi alla chiamata, per così dire, al segnale, scrivete, e disciplinate il vostro talento, iscrivetevi a un corso di scrittura, se cercate degli interlocutori.

“Old King” di Maxim Loskutoff – Traduzione di Francesco Cristaudo (edizioni Black Coffee)
L’Old King che dà il titolo al romanzo è un albero secolare, un simbolo di forza e intangibilità di un mondo sulla soglia di una violazione traumatica e senza possibilità di ritorno.