
“Quante cose ci ha rubato la guerra” di Manuela Barban (Las Vegas)
Scopriamo una storia familiare ambientata negli anni della Seconda guerra mondiale, tratta dalla vera storia dei nonni dell’autrice ricostruita dalle loro lettere.
La nostra rivista è un giornale digitale di scrittura creativa. Porta alla luce la produzione migliore dei laboratori della Scuola Genius e il racconto della realtà realizzato dai più bravi scrittori, giornalisti, fotografi e filmaker.
Scopriamo una storia familiare ambientata negli anni della Seconda guerra mondiale, tratta dalla vera storia dei nonni dell’autrice ricostruita dalle loro lettere.
Una Spoon River del XXI Secolo in 60 microracconti sufficienti a caratterizzare le storie personali e quella del mondo devastato, corrotto e allo sbando, la cui pericolosità viene percepita talvolta come un pericolo da fuggire o da affrontare e distruggere.
Una struggente, lirica meditazione sui confini delle specie viventi, sulla perfezione del contatto tra creature e il dolore devastante di perdere quella felicità perfetta.
Questa è la vita di Arturo, che continua a ricordare i momenti vissuti con la madre, i suoi silenzi, la ricerca di lei.
Una storia senza innocenti o vincitori, ma solo persone ferite che riescono a farcela con quello che resta dopo un evento drammatico destinato a essere uno spartiacque nelle loro vite.
In questo romanzo bellezza e gentilezza diventano una forma di resistenza contro l’insensatezza dei nostri simili, la loro indifferenza e la natura ineluttabile del nostro divenire.
Persone disgregate e sradicate che creano nuovi luoghi di sicurezza e riposo, dove il giudizio è sospeso e dove puoi iniziare a ricrearti una nuova vita, a volte con un nuovo nome.
In questo romanzo la verità non è mai lineare, è sempre fatta di strati, di possibili insidie, in un mondo che ha perso ogni forma di sicurezza.
Le protagoniste di questi racconti sono accerchiate da possibilità dalle quali finiscono con il ritrarsi, americane di seconda o terza generazione, di origine cinese, eternamente disfatte dal loro sentirsi estranee nel mondo che abitano.
Un libro che parla di tutte quelle piccole mancanze che si accumulano nella nostra vita e che col passare degli anni ci fanno riflettere sul senso delle nostre azioni.
Nel romanzo dell’autrice sud coreana vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura 2024, un uomo e una donna, in cerca di una via d’uscita da una vita asfittica e oppressa, si incontreranno e impareranno i rispettivi linguaggi,
Un romanzo che esplora, in maniera lucida, la sottile e perversa natura della banalità del male.
Scuola di scrittura creativa. Accompagniamo un autore dai primi passi fino alla pubblicazione, valutiamo racconti e romanzi, organizziamo laboratori per film maker e giornalisti digitali.
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