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Parla un inglese stentato con un fortissimo accento straniero, tanto da risultare a volte incomprensibile, ma nutre per l’Inghilterra un amore romantico.

Col tempo certe note di tristezza e di malinconia trasformano il riso in ironia.

“O tu, cieco, pazzo amore, che cosa fai, tu ai miei occhi, che essi guardano e non vedono ciò che vedono”

Ha imparato a conoscere i gatti dai tetti.

Talvolta compare nudo in pubblico con un basto d’asino sulle spalle e le cinghie di cuoio in bocca, si unge il corpo di trementina e si avvoltola nelle piume.

Le sue storie d’amore si sussurravano piuttosto che raccontarle, intimiditi come si era dal suo stesso riserbo.

Honoré de Balzac cresce alla scuola dell’indigenza, dell’economia di “sussistenza”, del regime di “spese così nettamente determinate” che un vetro rotto, uno strappo ai pantaloni comportano inasprimenti e torture per un mese.

Milano si sta trasformando, sorgono edifici sontuosi nella cerchia cittadina e splendide ville per il fasto e gli agi dei nuovi arricchiti, che Manzoni giudica severamente

In un giorno del 1913, scritturati in un’osteria un sonatore di fisarmonica e un altro di chitarra, partono dagli uffici del giornale al suono della Vedova Allegra.

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