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Orari: LUN – VEN 10:00/17:00 |

Sceglie il boccone prelibato con la stessa cura con cui medita ogni parola nella resa armonica della sua narrazione.

Lewis Mumford si muove sulle tracce di Melville con un’ammirazione che esprime senza uscire dai confini di un sereno equilibrio letterario

un prigioniero di quasi otto secoli fa detta le sue note di viaggio nella cella che per incanto si tinge dei colori di un mondo mai visto.

Ha una viva passione entomologica rimastagli dall’infanzia e un dotto amore per i lepidotteri a cui dedica un intero poema: Le farfalle

“Che voleva dire? Coraggio. Che la vita è difficile. Che siamo diventati tutti gente impossibile, lo sappiamo. Che altro?”

Egli stesso si definisce “pellegrino viandante su questa terra” rivelando come il viaggio diventi simbolo della condizione umana nel passaggio terreno.

Parla un inglese stentato con un fortissimo accento straniero, tanto da risultare a volte incomprensibile, ma nutre per l’Inghilterra un amore romantico.

Col tempo certe note di tristezza e di malinconia trasformano il riso in ironia.

“O tu, cieco, pazzo amore, che cosa fai, tu ai miei occhi, che essi guardano e non vedono ciò che vedono”

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