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Il mondo inventivo di Selma Largelöf è tutto leggendario, epico, permeato da fantasie di personaggi burloni, liberi e dispettosi.

Honoré de Balzac cresce alla scuola dell’indigenza, dell’economia di “sussistenza”, del regime di “spese così nettamente determinate” che un vetro rotto, uno strappo ai pantaloni comportano inasprimenti e torture per un mese.

Esulta quando passa le Alpi e si affaccia al mare di Trieste, mentre si diffonde su tutto il paesaggio del Golfo il candido riverbero del castello di Miramare.

Milano si sta trasformando, sorgono edifici sontuosi nella cerchia cittadina e splendide ville per il fasto e gli agi dei nuovi arricchiti, che Manzoni giudica severamente

In un giorno del 1913, scritturati in un’osteria un sonatore di fisarmonica e un altro di chitarra, partono dagli uffici del giornale al suono della Vedova Allegra.

… abbraccia con le sue bellezze naturali la distesa azzurra “presto fonda”, a ridosso delle verdi pendici.

Alcune vite paiono staccarsi fin dalla giovinezza dalla corrente della vita comune

“alla cugina Livia questo che è ricordo del suo buon cuore perché volle, sebbene senza frutto, aiutarmi nella lotta contro il vizio

“… Essa traboccava di un contenuto elaborato fino alla follia e nuovo, come nuovo era il bosco aulente di vita e freschezza, nella veste mattutina”