Come trasformo “The Gentlemen” di Guy Ritchie in gelato

Gusti che, come la strada, non cambiano mai: crema e cioccolato.

Se sei il capo, il numero uno, l’unico a doversi sbattere la responsabilità di dimostrare ogni giorno che nessuno, dico nessuno, possa mettere in discussione il tuo essere il numero uno, beh, devi lavorare sodo. È che essere sulla punta, seduto sulla vetta, ha un prezzo. Costa che ti devi sporcare le mani, devi insozzarti l’anima di scelte ogni giorno che farebbero tremare i capi di Stato. Gli anni passano e la gloria aumenta. Si chiedono come tu possa fare a produrre centinaia e centinaia di kg al giorno, roba che, per farlo, si dice che di mezzo ci sia l’industria. Tu, invece, sai che quella roba puoi produrla in un certo modo perché nessuno ha il carisma che hai tu, che l’enorme e gelido Palazzo è il Paese dei Balocchi e tu puoi arrivare a produrre tonnellate al mese e spingerlo per bene e puoi mantenere la qualità alta e il prezzo basso e questo fa pensare al mondo intero o che tu sei un genio o che sei un truffatore. Ma tu sai di essere il numero uno e il numero uno la guerra la fa dentro la testa, i gelatieri vogliono le coccarde, i critici vogliono le firme, tu vuoi l’amore della gente e questo è il punto. Resti inchiodato a chiederti perché sei così, perché hai un cuore che guarda sempre e solo il valore del prodotto che dai a chi ti sceglie e sei il re della gente normale della gente che si può permettere quanto basta, e tu ti arricchisci senza impoverire nessuno dei “tuoi”. Ti minacciano alle spalle, sicari come granchi dell’Atlantico che serrano le chele e parlano e parlano e parlano, ma tu hai gli uomini di strada che alla fine ti rimettono in ordine la situazione, che alla fine ti riconoscono quel rispetto senza neanche parlare troppo, ma è fisiologico, tu sei lì da più di un secolo e i ragazzi e la strada sanno che ci sono momenti su cui non si può scrivere perché si sta facendo la storia, momenti su cui non si può disegnare, dentro i quali si produce il gelato della gente senza piegarsi alla moda, lì dentro crema e cioccolato non cambiano mai, come la strada.

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Andrea Fassi

Pronipote del fondatore del Palazzo del Freddo, Andrea rappresenta la quinta generazione della famiglia Fassi. Si laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali coltivando l’interesse per la scrittura. Prima di seguire la passione di famiglia, gira il mondo ricoprendo diversi ruoli nel settore della ristorazione ed entrando in contatto con culture lontane. Cresciuto con il gelato nel sangue, ama applicare le sue esperienze di viaggiatore alla produzione di gusti rari e sperimentali che propone durante showcooking e corsi al Palazzo del Freddo. Ritorna al passato dando spazio al valore dell’intuito invece dei rigidi schemi matematici in cui spesso oggi è racchiuso il mondo del gelato. Combina la passione per il laboratorio con il controllo di gestione: è l’unico responsabile del Palazzo del Freddo in qualità di Amministratore Delegato e segue la produzione dei locali esteri in franchising dell’azienda. In costante aggiornamento, ha conseguito il Master del Sole 24 Ore in Food and Beverage Management. La passione per la lettura e la scrittura lo porta alla fondazione della Scuola di scrittura Genius nel 2019 insieme a Paolo Restuccia, Lucia Pappalardo, Luigi Annibaldi e ad altri editor e scrittori. Premiato al concorso “Bukowsky” per il racconto “La macchina del giovane Saleri”, riceve il primo premio al concorso “Esquilino” per il racconto “Osso di Seppia” e due menzioni speciali nei rispettivi concorsi “Premio città di Latina” e “Concorso Mario Berrino”. Il suo racconto “Quando smette di piovere”, dedicato alla compagna, viene scelto tra i migliori racconti al concorso “Michelangelo Buonarroti”. Ogni martedì segue la sua rubrica per la scuola Genius in cui propone racconti brevi, pagine scelte sui sensi e aneddoti dietro le materie prime di tutto il mondo. Per la testata “Il cielo Sopra Esquilino” segue la rubrica “Esquisito” e ha collaborato con il sito web “La cucina italiana” scrivendo di gelato. Docente Genius di scrittura sensoriale, organizza con gli altri insegnanti “Il gusto per le storie”, cena evento di degustazione di gelato in cui le portate si ispirano a libri e film.

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