Come trasformo Alan Wake in gelato

Un sorbetto ai frutti di bosco per il viaggio di uno scrittore in un oblio infernale, tutto in nome della storia da raccontare, da scrivere.

Ti siedi dalla tua analista, hai appena 30 anni, hai la consapevolezza del dolore di un bambino e lei non la conosci e pensi che sia tutta una inutile giostra per auto assolversi, ti metti dritto sulla sedie e le dici:
– Io voglio scrivere!
Se è questa la cosa che hai detto, ti trovi seduto sul ciglio di un burrone e ti stai appena sporgendo.
Io ho fatto così. Ho capito di essere diventato velocemente bravo a scendere nel burrone reggendomi, a sentire il muro freddarsi man mano e, un po’ alla volta, ancorarsi ben stretto alle sporgenze significa stare al sicuro.
A volte mollo e vado giù e mi aggrappo che sembra abbia fatto chissà quanto, ma nulla più di così. Perché scendo eh, sia chiaro. Ma nei tempi giusti, che spesso non coincidono con quelli artistici perché le storie restano lì nel fondo e aspettano.
Invece, per il personaggio di Alan Wake, il tuffo è di testa, di peso, tanto violento che neanche c’è impatto. Così crudele lo scontro con l’abisso che finisce dritto dall’altra parte del fondo, nel lato oscuro di sé.
Alan Wake è il protagonista del miglior gioco per Playstation 5 del 2023.
Il suo è il viaggio di uno scrittore in un oblio infernale, tutto in nome della storia da raccontare, da scrivere.
La forza della storia è tale da assorbire non solo lui, ma trascina nel buio anche le persone a lui vicine, risucchiandole nel suo incubo in bilico tra realtà e narrazione, due piani che si intrecciano saldati dal dolore.
Questo potere il gelato non ce l’ha. Eppure, quando tiri fuori la lingua e tocchi il freddo di un sorbetto di frutti di bosco e dimentichi il bruciare dei tuoi dolori, quell’istante è come un portale che ti connette con il gelatiere che l’ha prodotto. E vieni spinto dal freddo attraverso l’acidulo della mora, la dolcezza del lampone, la morbidezza della fragola bilanciata dalla pungente asprezza dei mirtilli. Il freddo ti lega al gelatiere per pochi istanti, come se lo vedessi armeggiare con la frutta, l’acqua e lo zucchero e comprendessi la sua storia, la stanchezza, le origini delle materie prime. Ogni leccata è un passo verso le storie che un gusto ha da raccontare.
Mentre il freddo svanisce con lo sciogliersi del sorbetto, tu torni alla tua vita, alla tua stanchezza, alle tue piccole gioie e ai tuoi dolori, integro; nel suo oblio invece Wake resta frammentato, perduto. Per compiere la sua storia, abbandona pezzi di sé, intrappolato nel fondo di un lago che è l’inconscio costretto a lasciar riemergere il suo lato malvagio, necessario per completare la storia. Riuscirà a completarla?
Riuscirete a finire il vostro sorbetto?
Seduti sulla ghiera del vostro cono, lanciatevi, buttatevi dentro quel vuoto alla fine del sorbetto, troverete parti di voi di quando eravate bambini, dimenticate. A questo serve il gelato.

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Andrea Fassi

Pronipote del fondatore del Palazzo del Freddo, Andrea rappresenta la quinta generazione della famiglia Fassi. Si laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali coltivando l’interesse per la scrittura. Prima di seguire la passione di famiglia, gira il mondo ricoprendo diversi ruoli nel settore della ristorazione ed entrando in contatto con culture lontane. Cresciuto con il gelato nel sangue, ama applicare le sue esperienze di viaggiatore alla produzione di gusti rari e sperimentali che propone durante showcooking e corsi al Palazzo del Freddo. Ritorna al passato dando spazio al valore dell’intuito invece dei rigidi schemi matematici in cui spesso oggi è racchiuso il mondo del gelato. Combina la passione per il laboratorio con il controllo di gestione: è l’unico responsabile del Palazzo del Freddo in qualità di Amministratore Delegato e segue la produzione dei locali esteri in franchising dell’azienda. In costante aggiornamento, ha conseguito il Master del Sole 24 Ore in Food and Beverage Management. La passione per la lettura e la scrittura lo porta alla fondazione della Scuola di scrittura Genius nel 2019 insieme a Paolo Restuccia, Lucia Pappalardo, Luigi Annibaldi e ad altri editor e scrittori. Premiato al concorso “Bukowsky” per il racconto “La macchina del giovane Saleri”, riceve il primo premio al concorso “Esquilino” per il racconto “Osso di Seppia” e due menzioni speciali nei rispettivi concorsi “Premio città di Latina” e “Concorso Mario Berrino”. Il suo racconto “Quando smette di piovere”, dedicato alla compagna, viene scelto tra i migliori racconti al concorso “Michelangelo Buonarroti”. Ogni martedì segue la sua rubrica per la scuola Genius in cui propone racconti brevi, pagine scelte sui sensi e aneddoti dietro le materie prime di tutto il mondo. Per la testata “Il cielo Sopra Esquilino” segue la rubrica “Esquisito” e ha collaborato con il sito web “La cucina italiana” scrivendo di gelato. Docente Genius di scrittura sensoriale, organizza con gli altri insegnanti “Il gusto per le storie”, cena evento di degustazione di gelato in cui le portate si ispirano a libri e film.

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