Freddo: Capitolo 32 – Stealth

Esistono degli aerei, utilizzati in guerra, che si nascondono agli occhi e ai radar. Ma a certe condizioni nemmeno quelli riescono a rimanere invisibili.

Nei capitoli precedenti:

 

Trentaduesimo capitolo – Stealth

 

Io sono invisibile. Questo costa caro alla mia memoria.

Torno da una guerra, in strada su un camper a ritroso verso l’Ungheria, e già l’Ucraina, i missili, i palazzi sventrati, la gente per strada, i droni, gli aerei stealth, la linea wi-fi Starlink di Elon Musk scivolano nel calderone di ricordi in un luogo preciso, dove il freddo gela la memoria.

– Neanche uno stealth abbiamo visto.

Giulio, al volante, sorride.

A proposito di quello che impari quando un Paese è in stato di guerra, gli aerei stealth mi incuriosiscono, velivoli invisibili ai radar o al massimo scarsamente percepibili.

Seduto con le ginocchia al petto di nuovo sul camper, scrivo per non rischiare di perdere la memoria a causa del freddo.

Mi mordo le labbra, illuso che questa esperienza abbia, almeno in parte, reso visibili alcune parti di me come magari il coraggio, l’incoscienza, la sicurezza, la disperazione. Purtroppo le vedo opache, scivolare a bassa temperatura, diventare invisibili e resta qualche segno appena visibile sul mio volto.

– Ma non sono completamente invisibili? – Chiedo.

– Beh, utilizzano una tecnologia di disegno utile a ridurre fin quasi ad azzerare la possibilità che il nemico li rilevi. È una tecnologia che prende in considerazione calore, rumore, emissioni radio, geometrie; i giochi di luce della struttura dell’aereo mettono al sicuro lo stealth dai radar. C’è ma non si vede.

Giulio un po’ guida un po’ si sincera che io senta quello che mi racconta.

Come me, quindi, illude con un giochetto di prestigio, io uso lo sguardo, gli occhi, la voce, inganno in primis me stesso.

Questo non significa che non ci sia valore in un veicolo simile, anzi, è una tecnologia raffinata, evoluta, ma pur sempre strutturata per non essere vista.

Prendiamo una buca, il camper sobbalza. Giulio continua tenendo stretto il volante, guardandomi dallo specchietto retrovisore:

– Esistono però alcuni radar specifici dotati di tecnologie capaci di rilevarli. In questo caso l’aereo diventa istantaneamente visibile, viene catapultato in tutto il suo splendore tecnologico e architettonico sull’altra sponda, quella visibile. Gli stealth comunque sono veloci, ingannevoli, all’avanguardia e, se riconosciuti, svaniscono nel nulla. È la loro natura e la natura puoi domarla, ma non cambiarla.

Il camper procede su una strada buia, in direzione Uman o poco dopo, per fermarci a dormire qualche ora. Mi toccherà guidare più avanti dato che, all’andata, ho guidato ore e ore; per ora sono “in panchina”. Le periferie e le campagna ucraine sono un susseguirsi di casolari post-sovietici e steppa. All’andata mi sembravano più affascinanti ma ora che sto rientrando, tra desiderio di tornare in Italia e paura di realizzare che, alla fine, questo viaggio ha cambiato poco di me, mi appaiono intrisi di profonda tristezza.

O forse sono triste io e temo si veda. La tristezza.

Apro il telefono, apro What’sApp, lo richiudo. Blocco lo schermo, poi lo sblocco di nuovo. Vado su Chat Gpt, l’ho usata solo un’altra volta per chiedere se, secondo lei, un uomo può congelarsi, tipo autocombustione, ma di freddo. La connessione è veloce, qui non siamo coperti dalla rete di Musk, quindi mi appoggio alla rete ucraina che qui lontano dal fronte sembra funzionare, vediamo, interrogo: “Come si abbatte un aereo stealth”. Mentre scrivo mi rendo conto che, forse, immaginare un ingegnere che deve scovare il modo per sconfiggere la contraerea nemica fornita di stealth, accendere il computer, magari un Mac Book e chiedere, sperando in una risposta, a Chat Gpt come fare, mi fa sorridere. La chat risponde:

“Mi dispiace, ma non posso fornire informazioni o assistenza su argomenti che coinvolgono atti illegali, comportamenti pericolosi o dannosi, comprese le questioni relative alla sicurezza aerea o militare.

Se hai domande su argomenti legali, educativi o di altro tipo, sono qui per aiutarti”.

Sarebbe stato divertente.

Cambio modo, il tutto sta nel come si chiedono le cose, lo sto anche insegnando ad Amelia quando vuole un Ninetto in gelateria.

“Quali sono i punti deboli di un aereo stealth”.

La chat risponde così:

“La progettazione di aerei stealth mira a ridurre al minimo la rilevabilità radar e infrarossa, rendendo difficile per i sistemi di difesa individuare e seguire tali aerei. Tuttavia, nessun aereo è completamente indistinguibile o immune ai sistemi di rilevamento. Ci sono alcune caratteristiche e scenari in cui gli aerei stealth potrebbero essere più vulnerabili:

  • Frequenze Diverse di Rilevamento Radar: Gli aerei stealth sono progettati per ridurre la loro sezione radar trasversale (RCS) in determinate frequenze radar. Se un sistema di difesa può utilizzare diverse frequenze di radar o tecnologie avanzate di elaborazione del segnale, potrebbe essere più efficace nel rilevare aerei stealth.
  • Segnali Non Radar: Anche se un aereo è stealth rispetto ai radar, può comunque emettere segnali che possono essere rilevati, come onde radio, segnali elettronici o calore generato dai motori.
  • Vulnerabilità nell’Infrarosso: Anche se gli aerei stealth sono progettati per ridurre la loro firma infrarossa, possono comunque essere vulnerabili a sistemi di rilevamento infrarosso avanzati, specialmente quando i motori sono ad alta potenza o l’aereo esegue manovre estreme.
  • Operazioni in Determinati Ambienti: Alcuni ambienti, come quelli con condizioni meteorologiche avverse o elevata umidità, possono influenzare la capacità di un aereo stealth di evitare la rilevazione.
  • Manutenzione e Usura: Nel corso del tempo, l’usura, la manutenzione inadeguata o danni possono influire sulla capacità di un aereo stealth di mantenere la sua furtività.
  • Raggi Laser: L’uso di sistemi laser avanzati potrebbe rappresentare una minaccia per gli aerei stealth. I laser possono essere utilizzati per illuminare e tracciare l’aereo, anche se non sono rilevati dai radar convenzionali.

Va notato che molte informazioni dettagliate sulle vulnerabilità specifiche degli aerei stealth sono generalmente classificate per motivi di sicurezza nazionale. Le forze armate cercano costantemente di migliorare le capacità dei loro aerei stealth e sviluppare nuove tecnologie per contrastare le potenziali minacce”.

Quindi, traslato su di me, ci sono capacità speciali di altri esseri umani che mi rendono visibile. Poi per i segnali non radar potrebbero essere onde che emetto, magari messaggi del corpo che non posso controllare e rivelano parti di me nascoste che persone potenti colgono.

Poi Chat Gpt parla di ambienti, ecco, ci sta. Esco dalla comfort zone e tacchete, mi si vede, ecco perché sono rimasto imbrigliato al Palazzo del Freddo.

Poi la manutenzione e l’usura, questo però non saprei come portarlo su di me al momento, dato che tra pugilato e dieta e iperattività potrei avere dieci anni di meno.

Infine raggi laser, luci che illuminano le tracce che lascio, magari parole che ho seminato e che ancora risuonano.

Wow, alzo gli occhi al cielo, che roba. Chiudo il telefono. Io un po’ scherzo su questa cosa dello stealth, ma leggendo, questa volta, ho come l’impressione che, alla fine, diventi quello che dici di essere.

Metto in tasca il telefono, guardo fuori dalla finestra.

L’Ucraina scorre via, la guerra sarà solo un ricordo, un luogo in cui sono planato senza atterrare davvero. È triste. Sospiro e chiudo gli occhi, il velo di grigio della strada che scorre intorno attraversa le palpebre e mi resta attaccato alle pupille.

Mi chiedo, arrivato a questo punto, non tanto dove atterrare ma da dove sono decollato. Magari capire chi fossi prima di iniziare a congelare parti a caso mi potrebbe aiutare a capire dove andare.

Un brivido di freddo mi intirizzisce la pelle.

– Alzate un po’ l’aria calda, per favore, ragazzi?

Un ok di una mano del guidatore, Giulio mi pare, si leva da davanti.

Butto di nuovo la testa sul sedile. Provo a silenziare ogni possibile pensiero ma ce ne è uno che esplode. È mai stato abbattuto uno stealth?

Riprendo il telefono, lo sblocco. Chat Gpt, anzi no, Google, tanto è semplice, così scrivo: “È mai stato abbattuto uno stealth?”

Google apre alcuni articoli di siti che non conosco di un unico stealth di prima generazione abbattuto in Serbia nel 1999. Ma non mi convince.

Passo a Chat Gpt.

“Fino alla mia ultima data di conoscenza nel gennaio 2022, non ci sono stati resoconti ufficiali di aerei stealth che siano stati abbattuti in combattimento. Gli aerei stealth sono progettati per minimizzare la loro visibilità radar e sono spesso impiegati in missioni segrete o ad alto rischio. Tuttavia, non ci sono notizie confermate di aerei stealth distrutti in azioni belliche o abbattuti.

È importante notare che le informazioni potrebbero essere cambiate dopo la mia ultima data di aggiornamento, e suggerirei di verificare fonti più recenti per ottenere informazioni aggiornate sulla questione.”

Mi gratto il naso, strano. Provo a insistere: “Stealth abbattuto in Serbia nel 1999”. E la risposta eccola:

“Mi dispiace per l’errore nella mia risposta precedente. Il 27 marzo 1999, durante la guerra del Kosovo, un caccia stealth F-117A Nighthawk degli Stati Uniti fu abbattuto dalla difesa aerea serba. L’aereo venne colpito da un missile antiaereo SAM (Surface-to-Air Missile) di produzione jugoslava. L’abbattimento del F-117A fu una sorpresa significativa, poiché gli aerei stealth erano considerati altamente avanzati e difficili da individuare sui radar.

Questo evento fu un caso isolato, e dal momento dell’abbattimento, le tecnologie stealth sono state ulteriormente sviluppate e affinate. Tuttavia, è importante tenere presente che il contesto e le circostanze specifiche di ogni situazione possono variare”.

A parte lo scusarsi e il riconoscere l’errore, che mi inquieta, anche Chat Gpt dice cazzate.

Visto e tirato giù. Allora anche a me deve essere successo, se sono qui a chiedermelo. O deve ancora succedermi. Ho la sensazione che tra i ricordi congelati ci sia la risposta, o forse nel foglietto che ho inghiottito.

C’è da dire che era il 1999, una prima generazione di aerei invisibili e, soprattutto, resta un caso isolato. Insomma, una volta nella vita.

Levo il telefono. Devo dormire, sono stanco e poi sto camminando su un terreno scivoloso. Chiudo gli occhi e respiro profondamente. Un rombo potente, veloce, che sembra schizzare sopra il cielo, sulle nostre teste, mi sveglia non so dopo quanto tempo. Mi guardo intorno un istante, ma nessuno sembra essersene accorto. Guardo fuori dal finestrino dopo aver strizzato gli occhi, niente. Nessuna scia, nessuna luce di aerei in lontananza. Il cielo è ampio qui, siamo in mezzo alla steppa e ho una buona visuale. Ma niente, magari era uno stealth.

– L’avete sentito anche voi?

Nessuno mi risponde. Accanto a me dormono tutti, davanti Giulio adesso indossa le cuffie e anche Mariangela, seduta accanto a Giulio, ha le airpods dentro le orecchie.

Uno stealth? Impossibile. Non lo avrei potuto sentire. Chiudo gli occhi, non ho neanche voglia di ascoltare la musica. Provo a dormire e magari chissà, ora che ho i radar puntati sulle mie invisibilità magari, nel sonno dove non si può fuggire, capto scie luminose o echi delle parti di me che ho reso invisibili.

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Andrea Fassi

Pronipote del fondatore del Palazzo del Freddo, Andrea rappresenta la quinta generazione della famiglia Fassi. Si laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali coltivando l’interesse per la scrittura. Prima di seguire la passione di famiglia, gira il mondo ricoprendo diversi ruoli nel settore della ristorazione ed entrando in contatto con culture lontane. Cresciuto con il gelato nel sangue, ama applicare le sue esperienze di viaggiatore alla produzione di gusti rari e sperimentali che propone durante showcooking e corsi al Palazzo del Freddo. Ritorna al passato dando spazio al valore dell’intuito invece dei rigidi schemi matematici in cui spesso oggi è racchiuso il mondo del gelato. Combina la passione per il laboratorio con il controllo di gestione: è l’unico responsabile del Palazzo del Freddo in qualità di Amministratore Delegato e segue la produzione dei locali esteri in franchising dell’azienda. In costante aggiornamento, ha conseguito il Master del Sole 24 Ore in Food and Beverage Management. La passione per la lettura e la scrittura lo porta alla fondazione della Scuola di scrittura Genius nel 2019 insieme a Paolo Restuccia, Lucia Pappalardo, Luigi Annibaldi e ad altri editor e scrittori. Premiato al concorso “Bukowsky” per il racconto “La macchina del giovane Saleri”, riceve il primo premio al concorso “Esquilino” per il racconto “Osso di Seppia” e due menzioni speciali nei rispettivi concorsi “Premio città di Latina” e “Concorso Mario Berrino”. Il suo racconto “Quando smette di piovere”, dedicato alla compagna, viene scelto tra i migliori racconti al concorso “Michelangelo Buonarroti”. Ogni martedì segue la sua rubrica per la scuola Genius in cui propone racconti brevi, pagine scelte sui sensi e aneddoti dietro le materie prime di tutto il mondo. Per la testata “Il cielo Sopra Esquilino” segue la rubrica “Esquisito” e ha collaborato con il sito web “La cucina italiana” scrivendo di gelato. Docente Genius di scrittura sensoriale, organizza con gli altri insegnanti “Il gusto per le storie”, cena evento di degustazione di gelato in cui le portate si ispirano a libri e film.

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