Robert Frost alla Casa Bianca

Il Presidente Kennedy lo aspettava sulla soglia. Lo salutò con una stretta di mano decisa e disse: Lei è il primo Poeta che viene invitato qui, lo sa?

Il 20 gennaio del 1961 una folla di persone festanti si era radunata davanti alla Casa Bianca: John Kennedy era appena stato eletto Presidente e si sarebbe insediato quel giorno.
Dalla macchina d’ordinanza lunga e nera scese un anziano signore, un po’ malfermo sulle gambe.
Robert Frost, ottantasette anni, si appoggiò al bastone e rimase a guardare la costruzione imponente e le bandiere issate al sole, mentre saliva il clamore della folla in attesa, incurante del vento freddo.
Il capannello di addetti al cerimoniale era schierato davanti all’ingresso. Sembrano soldati, pensò Frost. Li guardò per un lunghissimo minuto poi, con un sospiro, si apprestò a salire la scala, cercando di ignorare lo scricchiolio delle ginocchia malandate.
Il Presidente lo aspettava sulla soglia, con un sorriso smagliante e il ciuffo tagliato benissimo.
Benvenuto alla Casa Bianca, lo salutò Kennedy con una stretta di mano decisa, Lei è il primo Poeta che viene invitato qui, lo sa?
Frost lo guardò, e ricambiò il sorriso: gli piaceva quel ragazzone dallo sguardo vivace, lo smoking che indossava non riusciva a nascondere del tutto le origini irlandesi, qualcosa che sapeva di lavoro duro, di dolore e fatica, cose che gli erano famigliari.
La cerimonia finalmente iniziò e Frost aspettò pazientemente il suo turno, rabbrividendo nella sua giacca troppo leggera.
Aveva composto versi nuovi per l’occasione ma appena fu salito sul palco una folata di vento più forte delle altre fece volare via i fogli che teneva in mano.
Frost restò a guardare le pagine bianche danzanti nell’aria, poi gettò uno sguardo sul gruppetto di funzionari, segretari e addetti che avevano organizzato la cerimonia in ogni dettaglio senza fare i conti coi venti freddi di Washington.
Rispose con un sorriso ai loro sguardi preoccupati, poi tornò a guardare il mare di persone che aspettavano le sue parole.
Avrebbe recitato Il dono totale, la conosceva a memoria, e mentre ne declamava i versi pensò che il vento la sapeva lunga e aveva fatto la scelta migliore.

 

Bibliografia:

Robert Frost, Conoscenza della notte e altre poesie, Einaudi
Robert Frost, Fuoco e ghiaccio, Adelphi.

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Loredana Germani

È tra i fondatori della Scuola di scrittura creativa Genius. Dopo gli studi in Storia e Letteratura italiana, scrive diversi racconti autobiografici e articoli in cui descrive incontri con autori. Ha curato l’antologia di racconti A Roma San Giovanni e tiene la rubrica Vita da scrittore sulla rivista letteraria Dentro la lampada, nella quale narra opere e aneddoti di grandi personaggi letterari.

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