La stanza inaspettata

La protagonista di questo racconto si ritrova misteriosamente in un luogo sconosciuto: scopriamolo insieme.

In un recente webinar sulla scrittura e i 5 sensi, abbiamo lanciato una piccola sfida ai partecipanti: per ogni senso abbiamo proposto un esercizio. La partecipazione è stata altissima, tanto che abbiamo deciso di pubblicare i racconti più riusciti.
Cominciamo con la vista, con questo esercizio:
Scrivi una scena in cui il personaggio si trova in un luogo abbandonato, come una vecchia fabbrica o una casa deserta. Rappresenta visivamente il senso di decadenza e abbandono.

 

P. si svegliò improvvisamente domandandosi dove si trovasse. Si guardò attorno cercando qualche indizio, ma invano. Strizzò gli occhi, accecata da una luce intensa che proveniva dall’esterno e arrivava in fondo della stanza, dove era sdraiata, attraverso una massiccia porta color ruggine, sgangherata e cigolante.

Volse lo sguardo al centro; qui appariva maestosa un’aspirapolvere che il suo occhio riconobbe subito e che, a un esame più approfondito, si rivelò essere una Siemens Vintage.

Non avvertì quel comprensibile disagio di trovarsi sola, immersa tra oggetti estranei in un ambiente abbandonato e fatiscente; al contrario prevalse il desiderio di identificare quanti più oggetti possibile per dare un senso e un nome a quel luogo misterioso.

Continuò la perlustrazione della stanza. A sinistra scorse una decina di piatti accatastati, ricoperti da uno spesso strato grigio; dal lato opposto avvistò una scatola di cartone. Si avvicinò per vedere cosa contenesse; appena aperta, la sua vista fu offuscata da una densa nube di polvere, poi si fece nitida e individuò delle forme cilindriche: erano bicchieri di vetro. Ne prese in mano uno, mettendone a fuoco l’immagine, per scoprire alcune scheggiature profonde attraversate da un fascio di luce. Restò incantata qualche secondo, stregata dallo sfavillio generato dall’incontro del riflesso luminoso con il vetro. Che strano, pensò, una stanza spaziosa che ospitava così poche cose. Davvero non vi era nient’altro? A un occhio distratto poteva apparire così; non al suo, evidentemente. Muovendosi dalla posizione iniziale, verso gli angoli, si accorse che in ognuno di questi, a terra, era sistemato un piccolo cilindro di cera con in testa uno stoppino. P. estrasse dalla tasca un fiammifero, si avvicinò ai quattro lati, accese le candele e rimase in mezzo alla stanza a godersi lo spettacolo. Senza chiedersi dove fosse, come fosse arrivata e quanto sarebbe rimasta.

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