Tre errori da non commettere nel primo capitolo

Stile, progettazione, personaggi: cosa evitare per convincere un potenziale lettore ad andare avanti nella tua storia

Quando il lettore comincia a leggere il primo capitolo di un romanzo, qualche volta lo fa in libreria, prima di decidere se comprarlo oppure no. Aprendo il libro, si aspetta di trovare uno stile coinvolgente, interessante, un’argomentazione efficace quel che basta per entrare dentro la storia, e magari un personaggio che faccia venire voglia di continuare a leggere per sapere come andrà a finire la sua avventura.

Gli errori da non commettere quando si scrive il primo capitolo sono almeno tre.

Uno: non si scrive in maniera sciatta, disordinata, confusa, ma soprattutto in uno stile povero, non coinvolgente.

Due: non affidarsi al fatto che il romanzo sarà molto lungo e inserire subito nella narrazione elementi interessanti e avvincenti, per esempio dell’intreccio della storia.

Tre: non presentare un personaggio noioso o antipatico, nessuno insomma che, incontrato nella vita vera, non sopporteremmo o non troveremmo interessante.

Ecco, forse questa è la cosa più importante! Il personaggio può essere un delinquente, un disgraziato, un assassino, però non dovrebbe risultare antipatico, oppure, se è un suo tratto distintivo, che sia di quell’antipatia che in qualche modo, comunque, affascina.

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Paolo Restuccia

Scrittore e regista. Cura la regia della trasmissione Il Ruggito del Coniglio su Rai Radio2. Ha pubblicato i romanzi La strategia del tango (Gaffi), Io sono Kurt (Fazi), Il colore del tuo sangue (Arkadia) e Il sorriso di chi ha vinto (Arkadia). Ha insegnato nel corso di Scrittura Generale dell’università La Sapienza Università di Roma e insegna Scrittura e Radio all’Università Pontificia Salesiana. È stato co-fondatore e direttore della rivista Omero. Ha tradotto i manuali Story e Dialoghi di Robert McKee e Guida di Snoopy alla vita dello scrittore di C. Barnaby, M. Schulz.

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