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I 3 libri di Marzo per aspiranti scrittori e scrittrici

Ciao amici e amiche geniali,
un mese è volato e siamo di nuovo qui a proporvi tre libri che possono essere utili a superare quegli ostacoli che si presentano sulla strada di aspiranti scrittori e scrittrici.

Per questo secondo appuntamento, ad aiutare nell’ardua scelta il nostro Paolo Restuccia, ci sarà anche Andrea Carraro. Due al prezzo di uno!

E allora, cominciamo!

  •  Il primo è “Una questione privata” di Beppe Fenoglio

Questo romanzo è molto utile per capire come si possano riportare eventi realmente accaduti senza rischiare di finire a scrivere un libro storico e magari un po’ piatto.

Infatti, Fenoglio riesce a raccontare un tema a lui molto caro, ovvero la guerra partigiana negli anni finali della Seconda guerra mondiale, attraverso una struggente e tormentata storia d’amore.

Il protagonista Milton, soldato innamorato di Fulvia, in un contesto di morte, sofferenza e tragedie, deve risolvere la sua “questione privata”, capire se la donna che ama lo sta ancora aspettando o se si sta vedendo con un altro ragazzo.

Un romanzo crudo, che restituisce uno spaccato realistico della Resistenza e della guerra, ma che riesce anche a emozionare.

  •  Il secondo è “È più facile scrivere bene che scrivere male. Corso di sopravvivenza!” di Massimo Birattari

Questo manuale che ci consiglia Andrea è un libro per tutti coloro che (per lavoro, per esigenze scolastiche o semplicemente perché ne hanno voglia) hanno bisogno di scrivere bene in italiano, e vogliono farlo con disinvoltura e soddisfazione personale.

La lotta dello scrittore per diventare originale ed essere autentico è una lotta contro i luoghi comuni. Quindi come li possiamo evitare e sviluppare così una scrittura fluida?

Il manuale – diviso in capitoli intitolati “semplicità”, “chiarezza”, “precisione”, “leggerezza”, “ironia”, “eleganza”, “espressività”, “consapevolezza” – può darvi delle dritte necessarie per quei momenti in cui rimanete bloccati davanti la tastiera del computer perché vi siete fermati davanti a un periodo lungo e contorto, aiutandovi così a risparmiare tempo e soprattutto sanità mentale.

  • Infine, chiudiamo con “Anna Karenina” di Lev Tolstoj

Classico della letteratura, Anna Karenina è il libro adatto se si vuole prendere spunto su come trattare varie linee narrative.

Ecco perché alla domanda: di quante linee narrative ha bisogno un romanzo? Non si può dare come risposta un numero esatto.

Eh già, perché non c’è un numero definito di quante queste debbano essere, un bravo scrittore può seguire una trama principale e inserire poi anche varie sottotrame minori (o non), che arricchiscono la storia.

Nel caso di Anna Karenina, Tolstoj inserisce due vere e proprie linee narrative, una che riguarda Anna, la protagonista da cui prende il titolo l’opera e una che riguarda Levin. Dunque, da un lato Anna e il suo amore tormentato per il conte Vronskij e dall’altro Levin e la passione per Kitty, la sua amica di sempre: due storie che corrono in parallelo e che funzionano in maniera indipendente, pur incrociandosi.

Una tecnica per rendere più particolare e meno banale una storia e che si avvicina di più alla vita reale, con vissuti diversi che si intrecciano tra loro, che vivono le loro esistenze nello stesso contesto ma in modo separato e unico.

Prima di lasciarvi ricapitoliamo brevemente i consigli di Paolo dello scorso mese:
“Colazione da Tiffany” di Truman Capote, per chi ha bisogno di capire come si scrive un personaggio iconico femminile, “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Ken Kesey, per chi ha necessità di comprendere come raccontare in maniera verosimile l’ossessione e “On writing” di Stephen King, un libro che dà spunti interessanti per coloro che hanno voglia di raccontare la propria vita senza annoiare.

Anche per questa volta abbiamo finito. Diteci cosa ne pensate di questi consigli e se vi sono stati utili. Voi avete qualcosa da consigliarci?

Al prossimo mese,
gli amici geniali

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