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CRONACHE DEL MALPAGÒ #31

Le singolari avventure dei cittadini che vivevano un tempo nella nazione più lontana dalla nostra fortunata Italia. Trentunesima puntata.

Gli alberi del Malpagò erano disperati. Non bastavano l’inquinamento, l’effetto serra e i fidanzati che incidevano cuori sulla corteccia. Il pericolo vero erano i libri. Intere foreste venivano disboscate per stampare le opere dei Paraculo D’Orleans. Soprattutto i politici che non leggeva nessuno. Allora gli alberi decisero di gettarsi in massa sulle auto blu di chi scriveva. E fu strage di parabrezza! Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.

Ughetto passava molte ore da solo con il suo flauto. Rivaleggiava con il suono del vento e il canto degli uccellini. A SessiBon dava molto fastidio. Ma all’improvviso quella musica cominciò a piacerle. Dal giorno in cui era stata sfornata si chiedeva cosa fosse l’amore: tutti volevano mangiarla, sì, ma quella era un’altra cosa. Quando un si bemolle del flauto di Ughetto le risuonò nella pasta frolla esclamò: “L’amore è un’assonanza!” Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.

Nicky Zompetta e Coso Casone si guardarono stregati dalla luna. Era arrivato il momento di togliersi le maschere. E se non gli piaccio da Nicoletta?, pensava lei. E se mi rifiuta quando scopre che sono Ginepro Paraculo D’Orleans?, pensava lui. Intanto SessiBon ascoltava il suono del flauto di Ughetto e si sentiva sciogliere come un semifreddo fuori dal frigo. Amare vuol dire accettare il rischio di essere sé stessi. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.

Quando si discutevano le leggi finanziarie il parlamento diventava ingovernabile. Più soldi al Nord! Facciamo il grande Ponte! Un tunnel per il Sud! Più paghette per tutti! Finché Statistio Paraculo D’Orleans ebbe la grande idea del bilancio buffet. Mettiamo i soldi nei vassoi sul tavolo e chi arriva prima si serve! Ci fu qualche spintone, diversi denti persi, due occhi cecati, ma la legge riuscì. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.

Il popolo era in subbuglio. Voleva esprimere le sue opinioni, stigmatizzare i corrotti, raccontare delle corna di un cognato. All’inizio si cercò di censurarli finché il Principe Magonzo Paraculo D’Orleans ebbe l’idea: Ma quale censura, che dicano pure ogni cosa che vogliono! Così si rovesciò nel paese un flusso inarrestabile di opinioni opposte e contrarie che non significavano più niente. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.

#31 to be continued…

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