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CRONACHE DEL MALPAGÒ #30

Le singolari avventure dei cittadini che vivevano un tempo nella nazione più lontana dalla nostra fortunata Italia. Trentesima puntata.

SessiBon ormai aveva milioni di follower. Le ragazze avrebbero voluto essere come lei. I ragazzi sognavano di affondare nelle sue creme. Andava nei salotti televisivi, si faceva fotografare nei musei, firmava autografi di marzapane. Era solo una torta di panna montata, ma parlava meglio di un filosofo. Quando divenne ministro della cultura nessuno si stupì di un pan di Spagna al governo. Dopotutto ne avevano visti di peggiori. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.

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La band degli studenti di Augusto Nichelino non aveva un luogo dove provare. “Venite nel mio garage, in cambio mi fate suonare la chitarra”. I ragazzi accettarono ma erano un disastro. Così decise che chi steccava il giorno dopo sarebbe stato interrogato. A poco a poco diventarono dei veri virtuosi e alla fine furono pure promossi. Ma il più contento era lui: aveva sempre sognato di fare il chitarrista in un gruppo rock. “Yeah!”. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.

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Quando si avvicinava l’estate il malpagota medio si guardava nello specchio e aveva un lieve mancamento. Per pudore evitava la bilancia. Invece cominciava diete estreme, faceva ginnastica, correva lungo i viali. Ogni occasione era buona per un saltello sul posto o uno scatto in bicicletta. Alla fine apriva l’armadio e il costume dell’anno prima gli chiedeva terrorizzato: “Non penserai davvero di poter entrare dentro di me?” Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.

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SessiBon decise che era arrivato il momento di avere un compagno perché i selfie da sola non bastavano più. Per far crescere ancora i suoi follower ci volevano un fidanzato con il corpo ricoperto di tatuaggi e un figlio dal nome strano. Il pubblico aveva bisogno di una bella storia d’amore. E soprattutto era ghiotto di tradimenti. “Senza un bel paio di corna non sei nessuno al giorno d’oggi!” diceva lei con le labbra ricoperte di amarene glassate. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.

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Quando Maria De Paraculi partecipò a una riunione di condominio, capì che la sua vita professionale era a una svolta. C’era chi urlava. Chi litigava su questioni strampalate. Chi pomiciava con la vicina. Alla fine si votavano le decisioni più assurde. E c’era sempre qualcuno che se ne andava sbattendo la porta. Ma questo è un format, pensò. Accese la telecamera e fu un successo planetario. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.

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#30 to be continued…

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