“Il colore del tuo sangue” di Paolo Restuccia (Arkadia)

Le fragilità e le ambiguità dei personaggi fanno i conti con una società che vuole incasellare chi sfugge alle classificazioni

Abbiamo una filmaker che si chiama come un’attrice, Greta Scacchi, che un giorno, nella canicola d’agosto, nel quartiere Esquilino, filma un omicidio. E il presunto omicida è il suo fidanzato del liceo, Farid, che non vedeva da quando erano ragazzini e lui e la sorella erano stati costretti a cambiare scuola perché Greta aveva una storia con entrambi. Anissa, per Greta, era stata la rivelazione di un’intimità potente, più profonda, e la prova che l’amore si trova dove sta, non importa se in un corpo maschile o femminile. Anche Anissa ricompare nella sua vita, coperta dal niqab, e recalcitrante a offrire indizi sulla sua vita e sulla vita del fratello. Il legame tra i tre si rinsalda, misteriosamente, ma in modo diverso da prima. Tutti hanno vari segreti, compreso il motivo dell’aggressione che Greta ha ripreso inavvertitamente con le telecamere.

Dopo poco una donna viene trovata morta, e lei è l’ultima ad averla vista viva.

Naturale che sia la sospettata principale, quella che, anche a causa della sua dichiarata bisessualità, la sua libertà emotiva e il suo non rientrare in nessuno schema, viene spiata e torchiata dal commissario di polizia, incaricato delle indagini. Ma anche qui, difficile che qualcosa sia uguale a come appaia. La donna aveva una vita segreta, amanti gelosi, e chissà se uno di loro… o forse si tratta di una rapina finita male?

Tutte le ipotesi sono possibili. Nel corso delle indagini Greta scoprirà strani e inquietanti personaggi, abituati a camminare rasenti i muri, a evitare scandali, e farà amicizia con Nadir, un bambino arabo che incontra in un centro di analisi. Il legame tra le loro due solitudini diventa subito potente, Greta non ha figli e forse non ne vuole ma quel bambino solo al mondo le smuove qualcosa dentro. E sarà il sangue, e i legami che il sangue produce, il nostro organo più sotterraneo e importante, a svelarci le verità dentro le anime tormentate di questi personaggi, sullo sfondo di una Roma estiva e innamorata di sé stessa. La città che è un luogo magico, fatta di cieli tinti di porpora e viola, perfetta metafora delle storie d’amore è, per me, la protagonista nascosta del romanzo. La città che ho imparato ad amare, e che non sempre ricambia l’amore.

Greta, come in misura diversa gli altri personaggi, desiderano essere visti, le loro confusioni, le loro fragilità e ambiguità fanno i conti con una società che vuole incasellarli in dei ruoli, perché chi sfugge alle classificazioni è, in un certo modo, un sovversivo. Eppure, non c’è altro modo di vivere che provare ad amare, in maniera fallibile, imperfetta, ma provare. E meno male che non ci innamoriamo delle persone adatte, perché se fosse così non ci sarebbe il mistero, la gioia, il dolore, e non ci sarebbero nemmeno storie da scrivere.

Paolo ripercorre, attraverso gli occhi e il cuore di Greta, i film che lei ha amato, le citazioni, e persino il modo in cui le storie narrate dei film cambiano la percezione del mondo da parte degli spettatori.

Di che colore è il tuo sangue? Chiede un infermiere a Greta. Rosso è solo una definizione basica. Ogni rosso ha una serie di sfumature. E quelle sfumature, mattone, a volte rosa come succo di ciliegia, o che vira verso il mirtillo e persino arancio, ci dicono che la nostra complessità sfugge alle definizioni, e si può solo provare ad ammansirla, raccontandola.

Io amo chi si fa amare, dice Greta. E questo è il suo messaggio per me, da lettrice.

Il rumore, che prima si sentiva dentro casa, adesso sembra essersi interrotto.

Il silenzio mette pure più paura.

Lo stridio violento di un gabbiano, che garrisce appena fuori dalla finestra proprio in quel momento, sul principio la terrorizza, ma poi sente quasi una sensazione di sollievo.

C’è ancora il mondo là fuori.

Marilena Votta

Marilena Votta nasce a Napoli e trascorre la sua infanzia e adolescenza in un luogo fatto di sole accecante e ombre altrettanto tenaci. Ha pubblicato le raccolte di racconti Equilibri sospesi, La ragazza di miele e altre storie (Progetto Cultura, 2016) e Diastema (Ensemble, 2020), e la raccolta di poesie Estate (Progetto Cultura, 2019). Il suo racconto “Fratello maggiore fratello minore” è stato pubblicato nell’antologia “Roma-Tuscolana”. Alcuni suoi racconti sono disponibili su varie riviste on line e cartacee. Nell’ottobre 2021 pubblica il suo primo romanzo, Stati di desiderio, con D editore. Del suo rapporto con la scrittura asserisce, convinta, che è il suo posto nel mondo. Scrive recensioni di libri che ama per "Dentro la lampada", la rivista della scuola Genius.

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