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L’ultima casa di Carver

Il 1988 prometteva di essere un anno memorabile: lui e Tess erano riusciti finalmente a comprare una casa, a Port Angeles. Una casa di proprietà, con tutti i loro libri, le loro cose, in una zona tranquilla, ai margini di un bosco che invitava a lunghe passeggiate.

A Raymond piaceva camminare e respirare aria fresca, lo aveva detto anche il dottore. Cerchi di camminare all’aria aperta e faccia dei bei respiri profondi. Come se fosse facile, con un tumore ai polmoni.

Se non fosse stato così stanco avrebbe camminato ancora un po’, ma si stava alzando un vento freddo che lo invitava a rientrare.

1515, South 15th Street. Era il primo indirizzo che ricordasse, la casa dei suoi, in un quartiere povero, con la strada senza asfalto e il cesso fuori. Ad Halloween, o quando gli girava, i ragazzini del vicinato prendevano il cesso e lo spostavano in strada, allora suo padre andava alla ricerca di qualcuno che lo aiutasse a risistemarlo vicino casa. 

Carver era tornato lì molto tempo dopo, ma la casa era stata distrutta da un incendio, era rimasto soltanto un vecchio guscio vuoto.

Quando si era sposato con Maryann erano giovanissimi e i figli erano arrivati subito, lo spazio in casa era poco così aveva accettato di buon grado di fare il custode notturno in ospedale, per poter scrivere in tranquillità.

C’erano stati altri traslochi, erano arrivati i primi successi che però non risolvevano i problemi economici e la sua dipendenza dall’alcool, da cui si sarebbe liberato solo nel 1977, mentre il suo matrimonio naufragava per sempre.

Fu in quell’anno che incontrò Tess Gallagher per la prima volta. Quando dopo un paio d’anni andarono a vivere insieme a Syracuse, la loro casa era così frequentata da amici e studenti da costringerli a mettere sulla porta il cartello “Writers at work” per avere un po’ di tranquillità.

I suoi racconti avevano avuto successo, i problemi economici erano ormai risolti, e quando lui e Tess non erano in viaggio gli piaceva ritirarsi a scrivere in una casa che lei aveva fatto costruire a Port Angeles. Era fatta di sole vetrate, la luce entrava da ogni lato, lui la chiamava la Sky House.

Quelli erano stati gli anni in cui si era sentito ardere dalla gioia di scrivere, e vivere finalmente di questo.

Altri racconti, altri viaggi, la raccolta di poesie e poi, nel 1987, l’emorragia al polmone sinistro, operato d’urgenza.

Se solo avessi avuto un po’ di tempo, pensò. Non cinque anni, e neanche tre, con le metastasi al cervello era folle solo pensarlo. 

Se sapessi di avere un solo anno, per sposare Tess, per scrivere ancora.

Era arrivato sulla porta di casa, gli bruciavano gli occhi ma era colpa del vento.

Bibliografia:

Raymond Carver, Voi non sapete cos’è l’amore. Saggi, poesie, racconti, Minimum fax

Raymond Carver, Tutti i racconti, I Meridiani, Mondadori.

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