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CRONACHE DEL MALPAGÒ #11

Le singolari avventure dei cittadini che vivevano un tempo nella nazione più lontana dalla nostra fortunata Italia. Undicesima puntata.


Un giorno Augusto Nichelino prese a fissare un punto nel vuoto mentre elaborava una formula matematica. Allora un passante si fermò a guardare dove guardava lui, poi un altro, quindi un altro ancora e dopo così tanti che si formò una massa di gente che premeva per vedere cosa ci fosse. Quando Augusto si scosse e se ne andò, gli altri rimasero a fissare anche se non c’era niente. Era nato il Nientismo, religione ufficiale del paese. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Ai cittadini del Malpagò piaceva cantare canzoni come “La società dei Malpagoni”, “Volare oh oh Cascare no no no no”, “L’incontinente in treno paraponzi ponzi po”, “Com’è bello far l’amore con la testa in giù”, “Piccolo grande afrore”, “Ancora ti chiamerò tortellino amoroso” ecc.. Nessuno conosceva bene le parole ma mettevano allegria in macchina, quando i Principi Paraculo D’Orleans ritoccavano le tariffe delle loro autostrade. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


I Principi Astolfo e Astolfa Paraculo D’Orleans avevano una casa domotica. Se dicevi: Luce, la luce si accendeva. Apri, la porta si apriva. Scalda, la stanza si scaldava. Rinfresca, e si rinfrescava. Ma non erano d’accordo. Più caldo, diceva lei. Più fresco, diceva lui. Più luce diceva lei. Più buio, diceva lui. Apri la porta che vado via! Chiudi la porta che resto qui! Allora la casa rispose ma le parole che usò non sono ripetibili. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Paolòn Cacciaròn era l’intellettuale del Malpagò. Gli chiedevano: “Paolòn, come risolvere la crisi?”, “Paolòn, come battere il virus?”, “Paolòn, come innaffiare le begonie?” Lui rispondeva sempre anche se non si capiva come sapesse tutte queste cose visto che stava tutti i giorni in televisione invece di studiare. Diceva la prima cosa che gli veniva in mente però con la faccia giusta. Tanto l’intervistatore ne sapeva meno di lui. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Febbraio, il mese del Carnevale e degli innamorati, complicò le cose per Nicky Zompetta e Coso Cascone. Lei sperava di rincontrarlo, lui cercava il coraggio per rivelarsi. Ma quell’anno ogni uomo si travestì come lui e ogni donna come lei. Dovunque andassero, spuntava una mascherina e vorticava un mantello. Così lei rischiò di rivelarsi a un geometra e lui di gettarsi ai piedi della nonna che faceva una passeggiata tra le mascherine. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


#11 to be continued…

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