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CRONACHE DEL MALPAGÒ #9

Le singolari avventure dei cittadini che vivevano un tempo nella nazione più lontana dalla nostra fortunata Italia. Nona puntata.


Il governo del Malpagò costruiva senza tregua chilometri di gallerie solo perché si potesse vederne la fine e gioire quando si scorgevano i primi bagliori del sole. Quelli che vivevano fuori dai confini non riuscivano a capire perché, malgrado le tante vicissitudini che passavano, i cittadini fossero ogni volta pronti a rialzarsi e ripartire. Ma la spiegazione era semplice: c’era sempre una luce in fondo al tunnel che li aspettava. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Nel Malpagò i generali erano più dei colonnelli che erano più dei capitani che erano più dei sergenti che erano più dei caporali. C’era un solo soldato semplice che si chiamava Bepi ed era l’unico ad andare in guerra. Era un genio della strategia. Quando i combattenti erano troppo forti, non partecipava. Quando capiva chi avrebbe vinto combatteva al suo fianco. E quando stava per perdere, cambiava schieramento. Così non perdeva mai. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


“Nicky Zompetta è diversa dalle altre” disse Ughetto. “Non è come quelle di scuola” disse Ginepro. “Io la sposerei” disse l’uno. “Io me la farei” disse l’altro. “Non sarà il fascino della mascherina?” chiese la loro amica Nicoletta. “Ma che c’entra la mascherina?” disse il primo. “Mica ci facciamo fregare da una mascherina” disse il secondo. “Sì, lo so, siete svegli voi!” disse lei nascondendo il mantello che spuntava sotto i jeans. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


I principi Astolfo e Astolfa Paraculo D’Orleans avevano tanti amici invece Augusto Nichelino e Aurora Dell’Assunzion frequentavano sempre le stesse persone da anni. Per i primi contava quanti amici avesse ogni amico per costruire una rete di amici che contavano tra gli amici degli amici. Invece il professore di matematica e sua moglie sceglievano solo quelli che sapevano di buono quando li annusavano e non se ne pentirono mai. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


I cittadini del Malpagò venivan detti da taluni Malpaghiani, da altri Malpaganti, da certi Malpagonzi. Ma preferivano farsi chiamare Malpagoti. Gli piaceva che venisse ricordato nel loro nome l’evento più importante della storia patria quando le truppe di Paraculo il Goto avevano invaso il paese introducendo in quelle terre ingenue la pratica dell’evasione dei Tributi all’Impero, che ancora provoca ammirazione nelle genti vicine. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


#9 to be continued…

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