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CRONACHE DEL MALPAGÒ #8

Le singolari avventure dei cittadini che vivevano un tempo nella nazione più lontana dalla nostra fortunata Italia. Ottava puntata.


Vespo Paraculo D’Orleans era il giornalista più famoso del Malpagò, nella sua carriera aveva intervistato i protagonisti della politica, dell’esercito, dello sport, della televisione, della scena musicale, dei più prestigiosi laboratori scientifici e delle camere da letto più chiacchierate. Era riuscito ad avere in onda perfino un canguro, due trote e sei tigri, oltre al figlio di un capomafia. Senza fargli mai una domanda scomoda. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


I governi del Malpagò erano così fragili che bastava poco a scioglierli. Allora potevi vedere i ministri alzarsi in volo come palloncini colorati che si perdevano nel cielo sopra il Parlamento. I cittadini li seguivano con il naso alzato e gli auguravano che il viaggio fosse comodo e niente gli mancasse, mentre loro se ne uscivano con certe frasi che bisognava tenere chiuse le orecchie dei bambini perché non ascoltassero. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Ester Baldoria era l’amante di Astolfo Paraculo D’Orleans. Ogni notte sognava di sposarlo e diventare così una Principessa anche lei, come lui le prometteva sempre. La mattina dopo, quando si accorgeva che era solo un sogno, le venivano i lucciconi agli occhi e le guance rosse ma per tutto il giorno continuava a sognare. Sognava il Principe Paraculo e lei sopra di lui che l’insultava, lo schiaffeggiava, lo soffocava, lo strangolava. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Quando un turista arrivava nel Malpagò i suoi occhi si spalancavano dallo stupore. C’erano statue, antichità, dipinti meravigliosi. E poi il mare, la neve, il cibo. E la gente era simpatica, intelligente, furba. Anche troppo: lui non faceva in tempo a tirar fuori i soldi per il biglietto della metropolitana che gli era sparito il portafogli. Eppure tornava e ritornava perché la bellezza gli svuotava le tasche ma gli apriva il cuore. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Nicky Zompetta saltava sui palazzi, seguita da Ginepro e Ughetto con il cuore in fiamme. Il primo sorvolava i tetti su un drone lucente. Il secondo si arrampicava lesto sui tubi delle grondaie. Ma poi il drone esauriva la carica, un tubo cedeva e i due precipitavano. “Dove sbagliamo?” chiedevano all’amica Nicoletta a scuola, quando non la riconoscevano senza maschera e costume. “L’amore non va inseguito, va aspettato” rispondeva lei. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


#8 to be continued…

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