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Cronache del Malpagò #6

Le singolari avventure dei cittadini che vivevano un tempo nella nazione più lontana dalla nostra fortunata Italia. Sesta puntata.


Il maître dell’Hostaria Baraccò, Gustav Bevèzio, serviva Brunetto di Malpancino, Amaron d’Aceton, Lacryma Christiano Ronaldus, Sassicaia Sampietrinus de Manifestation, ma il più pregiato era il San Vittor Dell’Ucciardon Cru Regina Coeli, così chiamato per i trascorsi giovanili dello Chef. Un nettare squisito che lasciava sobri anche dopo molti bicchieri forse perché non conteneva nemmeno una goccia di vino. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Ginepro Paraculo D’Orleans aveva ogni cosa che voleva. Ughetto Senzanome pure, ma in versione povera. Ginepro vestiva abiti firmati da stilisti d’alta moda. Ughetto portava pantaloni Versacci, giacche di Armano, scarpe di Gucchi. Ginepro guidava una Mini Car a energia solare senza patente. Ughetto un’Ape Car sottratta al cognato piastrellista quando dormiva. Solo la cotta che avevano preso per Nicky Zompetta era uguale. Che Meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Per aprire un’attività nel Malpagò bastava andare allo sportello B2 con il modello E, rilasciato dall’ufficio S pal. 4, sc. 17. Mostravi la Easy Card, che si otteneva dopo aver presentato il modello B2, alla cassa G, pal. F, sc. 9. Orario: 9-9.45 lun. merc. gio. 13-13.18 mar. ven. Oppure h24 online ricevevi il codice Uè per presentarsi allo sportello B2 e ricominciare da capo. Alla fine davi una bustarella all’usciere e ciccia. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Nel Malpagò le radio si combattevano con le canzoni e chi trasmetteva le più stupide vinceva. Poi un giorno Dj Alfonsino di Radio Paracool ebbe un’idea geniale: era sbagliato continuare a farsi concorrenza! Ogni emittente doveva trasmettere giorno e notte lo stesso brano: “Sorbolè Sorbolè!” Dopo qualche iniziale attacco d’itterizia e un diffuso senso di nausea tra gli ascoltatori divenne un successo senza limiti. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


I Principi Astolfo e Astolfa Paraculo D’Orleans erano soliti accompagnare il rampollo Ginepro a offrire i doni della Befana ai poveri della città. A vederli arrivare con mantelli piumati e cappelli da ammiraglio, mentre reprimevano le smorfie di disgusto di fronte ai cartoni sul marciapiede, i senzatetto si guardavano tra loro e si chiedevano cosa li avesse resi tanto brutti, ma accettavano i regali per non farli sentire a disagio. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


#6 to be continued…

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