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CRONACHE DEL MALPAGÒ #2

Le singolari avventure dei cittadini che vivevano un tempo nella nazione più lontana dalla nostra fortunata Italia. Seconda puntata.


L’agenda dei bambini del Malpagò era molto fitta. Facevano nuoto, judo, inglese, ippica, tennis, andavano d’estate in vacanza al mare, d’inverno era inevitabile la settimana bianca sulla neve, possedevano un iPad, tre Pc e due iPhone, avevano un cane, un gatto e un furetto, ma si chiedevano chi fossero quei due che vivevano dentro casa loro e si facevano chiamare mamma e papà. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Le leggi del Malpagò erano molte e strane così ognuno poteva fare come gli pareva. Tanto era tutto per un attimino. Qui non ci può stare! “Sto solo un attimino”. Non ha pagato le tasse! “Ho evaso un attimino”. Lei ha corrotto e concusso! “Non lo nego, ma solo un attimino”. Ha rapinato la banca! “È stato un attimino”. Ha ucciso suo fratello! “Vabbè, l’ho ucciso un attimino”. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


I governi del Malpagò erano sempre in crisi, così i Magnamò della maggioranza e i Sentimpò dell’opposizione potevano scambiarsi di posto. Quando c’era un Alto Rischio di Stabilità il ministro Crapulon svitava le lampadine del bagno presidenziale, bloccava le serrande, disseminava il pavimento di pattini a rotelle e abbondava col lassativo. Il presidente veniva filmato mentre pattinava dal lavandino al water sbattendo le braccia come un passerotto, prima di colpire la tazza con le labbra. Governo instabile, titolavano i Tg e ogni cosa tornava a posto. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


Nel loro bilocale in affitto Augusto Nichelino e Aurora Dell’Assunzion si volevano bene come due tortorelle. L’amore solo conta, gli diceva il prete. L’amore è alla base della società, gli diceva il ministro della famiglia. L’amore salverà il mondo, gli diceva il poeta. L’amore vostro è un gran tesoro ma non basta, gli diceva il direttore della banca mentre gli negava il mutuo. Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


La piccola Nicoletta Nichelino Dell’Assunzion sembrava la bambina più bella del Malpagò ad Aurora e Augusto. In realtà era una bebè come tante altre, ma aveva una caratteristica che la faceva somigliare a mamma e papà: già in culla era buona come loro, mangiava con appetito, sorrideva felice e non piangeva mai. Gli altri genitori commentavano seccati: – È proprio un vizio di famiglia, quello della bontà! Che meraviglia, il Malpagò, dicevan tutti.


#2 to be continued…

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