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DIVERSA CADENZA

A chi segue questa rubrica di poesia vorrei semplicemente comunicare che passiamo dalla cadenza settimanale cui ci siamo abituati da qualche mese a una cadenza quindicinale cioè FORTNIGHTLY…

Il nostro prossimo appuntamento è per mercoledì 10 febbraio 2021 e d’ora in poi ci troviamo sempre ogni due mercoledì.

Intanto rendo più dolce questo messaggio ammannendovi versi immortali, sulla poesia e su chi è poeta – ma è anche essere umano tra gli altri esseri umani –, resi anche più famosi e familiari da un film caro, credo, a tutti, e indimenticabile, Dead Poets Society – L’Attimo Fuggente di Peter Weir, in cui questi versi, potenti e struggenti, sono pronunciati dal glorioso professor John Keating (il meraviglioso Robin Williams) – sono versi di Walt Whitman:


O Me! O Life!

Oh me! Oh life! of the questions of these recurring,
Of the endless trains of the faithless, of cities fill’d with the foolish,
Of myself forever reproaching myself,

(for who more foolish than I, and who more faithless?)
Of eyes that vainly crave the light, of the objects mean, of the struggle ever renew’d,
Of the poor results of all, of the plodding and sordid crowds I see around me,
Of the empty and useless years of the rest, with the rest me intertwined,
The question, O me! so sad, recurring—What good amid these, O me, O life?

Answer:

That you are here—that life exists and identity,
That the powerful play goes on, and you may contribute a verse.


Oh me! Oh vita!

Oh me! Oh vita! Di tutte le questioni che mi incalzano, tipo queste:

le file infinite di gente senza fede, le città gremite di stolti,

me stesso che sempre rimprovero me stesso

(poiché chi è più folle di me, e chi più è senza fede di me?),

gli occhi che in modo vano bramano la luce, e gli oggetti vili, e la strenua lotta

che sempre si rinnova,

gli scarsi risultati dei più, le sordide folle arrembanti che vedo attorno a me,

i vuoti, inutili anni di tutti gli altri, e me che con loro resto invischiato,

la domanda, povero me, così mesta, che più ricorre: —Cosa c’è di buono in tutto questo,

Oh me, oh vita?

Risposta:

Che tu sei qui – che la vita esiste, e l’identità,

Che il potente spettacolo va avanti, e tu puoi contribuirvi con un verso.


(Traduzione di Daniela Matronola, ndr).

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