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Come trasformo il complottismo in gelato

In una grande sala luminosa a Seoul all’interno del grattacielo di proprietà della multinazionale Haitai, un computer analizza i dati delle vendite del Palazzo del Freddo. È tutto uno scaricare numeri, somme, algoritmi. È un computer Samsung di ultima generazione. L’enorme grattacielo che si perde tra le nuvole ha un unico dipendente: Il guardiano.

Poi cavi blu, gialli, rossi, neri cavi grossi e cavi fini, corrugati grossi come serpenti scivolano silenziosi tra i muri alimentando computer di ultima generazione. Il ronzio scandisce il tempo che scorre solitario mentre un software bilancia ricette di gelato al grammo e invia i dati a un altro computer; portata a zero la percentuale di errore possibile lo stesso software alimenta i mantecatori del Palazzo del Freddo a Roma attraverso la tecnologia 5g. Le lame del macchinario si azionano e il compressore si avvia, la polverizzazione delle materie prime, fragola in questo caso, è avviata.

Un canale sotterraneo attraversa il globo, connette una pompa da un serbatoio a Seoul a un allaccio nel mantecatore di Roma, insuffla aria con molecole di conservanti, zucchero e nanotecnologie all’interno della miscela pronta ad essere trasformata in gelato.

La luce verde si accende dopo pochi minuti, un sonoro bip avvisa il gelatiere del laboratorio Fassi a Roma. Non deve far altro che estrarre il gelato e sorridere.

A Seoul, il guardiano del grattacielo, si accende una sigaretta in attesa della fine del turno.

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