Contattaci |

+39 351 877 94 61

Orari: LUN – VEN 10:00/17:00 |

“L’estate che sciolse ogni cosa” di Tiffany McDaniel (Atlantide)

Una storia ambientata nel profondo sud americano, una cittadina dal nome oscuro di Breathed, al confine tra l’Ohio e il Mississippi, nella rovente estate del 1984, un’estate in cui si parlò per la prima volta di Aids e l’Apple lanciò il Macintosh per il mercato di massa. Un’estate destinata a sciogliere non solo i cubetti di ghiaccio,  o il cuore di cioccolato delle barrette dolci, ma a cambiare le vite delle persone che l’hanno attraversata.

In mezzo al caldo rovente di fine giugno, il giudice Autposy Bliss (un nome che è già una storia in effetti) in preda a una profonda crisi professionale ed umana pubblica un annuncio sul giornale, invitando il diavolo in persona, se esiste, a venirlo a trovare. Chi racconta la storia è il figlio minore del giudice Bliss, Fielding, e con lo stupore e il dubbio dei suoi tredici anni racconta il suo  passaggio dal mondo abitato dalle certezze, al mondo degli adulti, scosso dal dubbio. 

Abbiamo forse cercato prove dell’esistenza di Dio, ma del Diavolo? Del suo avversario, destinato a somministrare castighi, ad avvolgerci in fiamme eterne? Vogliamo davvero sapere chi è? E perché uno stimato membro della comunità invoca un essere soprannaturale destinato a portare cambiamenti, non necessariamente positivi? Autopsy è un uomo che cerca la verità, e tra le falle del sistema giudiziario, vuole capire cosa ci sia di sbagliato negli uomini che credono di muoversi dentro le linee lisce dell’agire secondo le regole. Quel suo annuncio è un atto di ribellione, una sfida, e la cosa sorprendente è che chi è stato invocato risponde. Il Diavolo risponde all’annuncio e ha l’aspetto dimesso e al tempo stesso scintillante di un ragazzino di 13 anni, un ragazzino di colore, dai sorprendenti occhi verdi, e dall’incredibile quantità di tristezza nel corpo e nella voce. Dunque il diavolo arriva e viene accolto nella famiglia del giudice Autopsy, dove decidono, convenzionalmente di chiamarlo Sal.

Se sei il diavolo com’è l’inferno? Sal si pulì la bocca prima di rispondere che l’inferno è un corridoio pieno di porte.

Una porta si è aperta su una donna, aveva le labbra truccate ed era seduta in una stanza traboccante di fiori, davanti a un tè coi pasticcini. Stringeva un’elegante coperta dalle frange dorate e la cullava come se ci fosse avvolto un bambino. Si udiva il pianto di quel bambino, le sue risate, persino il suo respiro nel sonno. Ma non era possibile vederlo. La donna poteva soltanto fissare quella coperta vuota e continuare finché la parola dolore non sarebbe stata più abbastanza per esprimere quello che provava.

Il ragazzo dai molti nomi ha una cultura eccezionale, sembra conoscere i pensieri di John Milton e Walt Whitman con una caparbietà soprannaturale, ma la sua dote più grande è quella di vedere il dolore nascosto dietro ogni essere umano. Niente può essergli nascosto, né la paura di uscire di casa della mamma di Fielding,  né la diversità nascosta accuratamente del fratello maggiore, Grand, eroe sportivo e ragazzo bellissimo, che non vuole far capire di essere diverso dall’immagine id perfezione che gli hanno incollato addosso. Grand ha un segreto inconfessabile, una paura segreta, nell’America puritana degli anni ’80, dove l’AIDS è raccontata come un castigo meritato e inflitto direttamente da Dio.

Sal vede tutto questo e prova una profonda compassione per gli esseri umani, vuole sfiorare tutto e toccare tutto per conoscere quello che è nascosto oltre i corpi. E proprio la sua voglia di vicinanza ed empatia darà il via ad un’agghiacciante spirale di violenza, quando una donna bianca, spaventata dal suo tocco di ragazzino nero sulla sua pancia gravida, inciamperà in un sasso.

Quell’evento è destinato a cambiare per sempre la percezione del mondo sicuro che gli abitanti del tranquillo paese di Breathed possiedono, dove la bontà e l’innocenza hanno senso solo se non intervengono pericoli. 

Il mondo rassicurante della piccola comunità diventa un suolo avvelenato dal sospetto, dall’incomprensione e dal bisogno di incolpare chi è diverso, dove la diversità esibita è un bersaglio irresistibile per non colpirlo.

Fielding racconta questa storia, la storia della sua crescita, alternando la sua voce bambina alla voce di un uomo anziano, immerso in un futuro che ruota su se stesso. L’estate si è infiltrata nella sua pelle, e non è solo una delle 4 stagioni, ma un modo alterato dal calore di sentire le emozioni umane.

Anche noi ci chiediamo se Sal, il ragazzo dalle cicatrici al posto delle ali perse nella caduta, dagli occhi verdi come foglie di luglio quando ci passa il sole, sia davvero il responsabile di tutte le disgrazie dell’uomo. 

Avevo commesso l’errore di sentire la parola diavolo e pensare alle corna. Ma voi sapete che in Wisconsin c’è un lago, un luogo prodigioso, con questo nome?E una pianta: esiste una varietà di crocosmia che porta il nome di Lucifero.

Un errore grossolano, davvero, aspettarsi la bestia, perché a volte, sì, a volte tocca  al fiore portarne il nome.

× Dubbi? Chatta con noi