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Il bacio di Italo Svevo

Nella signorile dimora in Corso Stadion che gli Schmitz hanno abitato anche dopo la rovina finanziaria, Ettore Schmitz (Italo Svevo) rivede la cugina diciottenne Livia Veneziani, al capezzale del padre, commerciante triestino. Ettore ha 31 anni, è alto, magro, coi capelli corvini; semplice nel vestire e di umore vivace, con Livia è pieno di delicatezze. È impiegato alla Best Union ma Livia conosce il suo passato di critico letterario e collaboratore dell’Indipendente, ne ammira la cultura e lo considera con rispetto. Iniziano a frequentarsi, in casa Schmitz, Livia due volte la settimana dà lezioni di francese. Ettore le confida la sua ossessione per la sigaretta, il fermo proposito di smettere di fumare, e ripete ossessivamente che il fumo danneggia i polmoni. Per gioco fanno una scommessa: se per tre mesi non fumerà lei gli darà un bacio. Trascorsi i tre mesi, Ettore riscuote il suo premio: Livia lo bacia sulla guancia. Il giorno seguente le regala le opere del Manzoni “magnificamente rilegate” con questa dedica: “alla cugina Livia questo che è ricordo del suo buon cuore perché volle, sebbene senza frutto, aiutarmi nella lotta contro il vizio: ma è anche ricordo di una mia truffa, fra le due la migliore azione”. Ettore ha continuato a fumare di nascosto, ha mentito, e le sorelle Paola e Ortensia l’hanno aiutato a ingannarla.

Nel 1895 durante la veglia nella camera della madre agonizzante, alla presenza di altri familiari, Livia gli porta un bicchierino di marsala, per confortarlo nella sua prostrazione. Il gesto riveste grande significato, Ettore comincia a pensare a lei più intensamente. Quando però manifesta i suoi sentimenti alla madre di Livia, Olga Moravia, collaboratrice attiva alla direzione della grande industria di vernici sottomarine fondata dal marito, la risposta che ne ottiene è un secco no, Olga dimostra decisa la sua contrarietà al matrimonio. I genitori di Livia sognano per lei una sistemazione brillante, la modesta posizione di Ettore in aggiunta al dissesto finanziario della famiglia, e la differenza di età rappresentano un serio ostacolo all’unione. Tuttavia Livia fa leva sui propri sentimenti con esemplare determinazione, e dopo accese discussioni, riesce a strappare il consenso dei genitori. Il giorno del fidanzamento Ettore scrive sotto la precedente dedica: “un bacio non è mai perduto”.