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Come trasformo Chef Hiro in gelato

Panna bianca come neve si posa su un fior di latte d’alpeggio. Brillano puntini neri di vaniglia Bourbon ad adornare una coppa ricca che di lì a poco gusterò. In abbinamento un gelato al tè matcha è la sfumatura d’oriente che desideravo.

Fondere due culture lontane non significa però limitarsi a un abbinamento ben riuscito. I modi, le tradizioni, i costumi e i sapori devono fiorire su una consapevolezza ben chiara: l’esatta emulsione, la stabilità dei due singoli componenti.

Per emulsione si intende la dispersione di un liquido in minute particelle in un altro liquido. Immaginate una goccia di olio in acqua.

Ecco, il mio amico Chef Hiro nell’emulsione culinaria e culturale tra Italia e Giappone è quell’emulsionante naturale che immerge mente e cuore e rende stabile l’incontro di due realtà. Sorride, conosce, studia e condivide miscelando impeccabile la passione goliardica italiana al rigore appassionato giapponese.

Amalgama con maestria due culture dalle radici profonde e il successo che ha raggiunto non ha mutato la limpidezza del suo sguardo raffinato e naturale.

Il processo di emulsione è così ben effettuato nel suo caso che sei certo lui sia tanto giapponese quanto italiano.

Così il cucchiaio affonda tra gelato al tè matcha e quel semplice ma complesso fior di latte d’alpeggio, seduto nel mio ufficio guardo la foto con Hiro che ho appeso tra i ricordi belli del mio lavoro e mi ritrovo in Giappone.