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L’ULTIMA STORIA DELL’UMANITA’

Oggi vi voglio proporre un dialoghetto semiserio, umoristico, o soltanto ironico, decidetelo voi dopo averlo letto, fra due scrittori, o due sceneggiatori, o semplicemente due “inventori di storie” che stanno beatamente prendendo il sole in qualche luogo attraente, in villeggiatura, forse su due sdraie presso una baita sulle Dolomiti, o magari sulla prua affilata di uno Yatch in rada davanti a qualche spiaggia, decidetelo voi il setting. L’importante che sia attraente, rilassante.

– Il mondo alle tue spalle è fottuto, non hai niente con te a parte i quattro stracci che indossi e una bisaccia contenente un romanzo e un moleskine. Ecco, questo è l’inizio…

– Perché un moleskine?

– Beh, un moleskine un taccuino, un fottuto quaderno per scrivere due cose se ci venisse l’estro…

– No tu non hai detto quaderno, mio caro, hai detto moleskine… tu di tutta quanta la civiltà hai salvato un moleskine non un quaderno…

– Va bene, allora, hai solo un moleskine una penna e un romanzo, concentrati sul romanzo, adesso, per un momento, non sul fottutissimo moleskine, cioè con qualche romanzo parti per l’isola deserta… questo è importante!

– Non avevi parlato di isola deserta…

– Ne parlo adesso.

– Va beh, allora siamo a Robinson Crusoe, quella roba…

– Perché ci sono ancora tante possibilità.

– Quali? La civiltà alle tue spalle è ridotta in cenere, ti imbarchi verso l’isola, unica ipotetica via di salvezza, di speranza…

– Ah.

– Ma le donne? Non ci sono le donne! Che cazzo fa questo tutto il giorno, solo pippe?

– Già, poi le donne sono fondamentali per il prosieguo della specie…

– E chi l’ha detto che debba esserci il prosieguo… potrebbe essere una storia terminale, l’ultima storia dell’umanità…

– Aspetta, ci penso un momento poi ti dico… però mi piace, come sta venendo.

– Ma non è manco cominciata…

– L’ultima storia dell’umanità, ammazza, sì non mi dispiace, intanto passami la crema solare che mi sento scottare la fronte….

– Da 15 o da 50? Di protezione…

– Totale non ce l’hai?

– No, solo 50… Poi scusa eh, ma totale… allora stattene a casa, abbi pazienza, vabbeh, chiusa parentesi, ognuno si regola come vuole con la sua epidermide.

– Direi.

– Tieni la crema, ok, torniamo a bomba, il nostro Robinson davanti al mare, anzi davanti alla barca che lo deve portare in salvo all’isola.

– Tipica canzone di Fossati… davanti al mare… In questi posti davanti al mare, non diceva così, Con questi cieli sopra il mare, Quando il vento riscalda a suo tempo il mare

– Scusa, ma adesso che c’entra la canzone?

– No, era così… Io comunque Fossati non lo reggo! Bravo quanto vuoi con De Andrè con gli altri, ma da solo è una lagna!

– Bene, dopo che hai espresso questa pleonastica opinione su uno dei maggiori cantautori italiani…

– Eh, figurati, non esagerare…

– Insomma, che cazzo fa Robinson lì sulla banchina davanti al mare? Parte, non parte, rimorchia?

– A proposito, ma ce l’abbiamo un Moleskine dietro?, se volessimo buttare giù qualcosa…

– Certo sennò come mi veniva in mente! Eccolo. Nuovo di zecca. Cotone leggero. Intonso ancora, col suo lapis infilato nell’anello, in dotazione, ecco, comincio, lo sverginiamo col titolo di questa storia, che titolo gli diamo?

– Forse Robinson, no, troppo scontato, ci sta perfino un inserto letterario!

– Già, tu lo leggi?

– Sì, qualche volta… Chiamiamolo Moleskine!

– Ma no, che c’entra, un titolo vero ci vuole, chiamiamolo presuntuosamente l’ultima storia dell’umanità, che dici?

– Sì, il titolo promette bene.

Bene, cari amici, provate a scrivere anche voi un dialoghetto fra due personaggi, giusto per esercitarci un po’ nel dialogo. Bye.