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Come trasformo Freud in gelato

Da dove arriva il desiderio di gelato? Di certo non dalla fame, istinto primordiale di poco conto.

La voglia di gelato sgorga dall’inconscio.

Nei miei studi notturni ho appreso il legame che esiste tra la voglia di gelato e il substrato profondo del nostro io.

Un gelato si muove attraverso i due stadi di governo della nostra mente.

L’inconscio è il prodotto dell’elemento infantile, il primo gelato spensierato con mamma e papà. Dolce, zuccherino, familiare.  Si fissa lì nel profondo a sedimentare negli anni. E lì resta.

A qualsiasi età, quel gelato resta nel regno dell’inconscio pronto a generare desiderio.

Non a caso sopire a livello conscio la voglia di gelato genera tristezza; che sia per una quarantena o per una dieta, lo scontro tra le due sfere vede uscire l’Io sconfitto, generando una nevrosi.

Alla luce di quanto analizzato ho dedotto un’unica soluzione: mangiate gelato appena la voglia si affaccia, correte a comprarlo, fatevelo spedire, preparatevelo a casa, ma non strozzate mai, mai, il desiderio. O saran nevrosi.