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In principio erano le mutande

Pubblichiamo un frammento del romanzo di esordio della scrittrice Premio Strega Giovani 2016, che ha rivelato una scrittura femminile spumeggiante, capace di ironizzare su tutto.

Dell’infanzia con le amiche Simona e Nicoletta mi vengono in mente sempre le parole. Per esempio c’è una parola che a me Simona e Nicoletta ci fa sballare solo a pensarla. La parola è Mutanda, con la variazione altrettanto forse forse anche più porca di Panorama. Siamo lì tutto il giorno a menarcela nei giardini e appena il fatto succede ce lo diciamo subito: Ti sei fatta vedere le Mutande. Oppure: Ti ho visto tutto il Panorama.

Ora vi presento Nicoletta e vi dico subito che è fatta così questa mia amica d’infanzia: che ci ha una montagna di capelli rossi e anche le famose lentiggini e poi due gambe belle grosse così. Per via di queste gambe grosse e dei capelli e delle lentiggini

non c’è neanche un Maschio che le va dietro.

Simona l’altra amica invece magra come il famoso stecco, un paio di denti in fuori da coniglio delle praterie anche lei però c’è il fatto che è Magra. Per questo a lei i Maschi le vanno dietro ogni tanto.

Bisogna dire che quando i Maschi ci vengono dietro noi abbiamo paura che è solo per vederci il Panorama. Nicoletta dice di no, Simona dice di sì. Io un po’ dico di no un po’

dico di sì.

Così poi facciamo le riunioni per discutere sul Vero Mondo dei Maschi. Mentre siamo lì che discutiamo Nicoletta diventa  gambe all’aria e si rotola sull’erba dei giardini. Simona invece sta ferma e si tira la gonna sulle ginocchia.

Il Panorama di Simona è sempre colorato: a puà, con casette e fiorellini svariati. Quello di Nicoletta è grande e bianco normale.

Poi ci mettiamo lì e discutiamo anche il colore del panorama dei grandi com’è. Nicoletta afferma che il panorama del padre è celeste. Simona che quello del suo è bianco. Poi dice che il panorama di sua madre è strano, perché è nero e ha le cosce.

Nicoletta dice: Sei scema, quella è la Pancera!

Simona dice che quando sua sorella va a Limonare con Adriano torna che è rossa in faccia. Nicoletta dice che certe volte la madre ci ha gli occhi strani lucidi, forse che va a limonare con suo padre di nascosto quando sono soli in casa.

Simona ha saputo un bellissimo segreto dalla sorella: che all’Uliveto ci vanno tutte le coppie con le macchine e quando sono lì prima soffiano sui vetri e poi giù a limonare da autentici porci! Nicoletta dice: Sei scema! Mica vanno solo a limonare quelli! Io dico allora che ho notato che anche la maestra quando entra in classe il direttore diventa tutta rossa in faccia e anche lei con gli occhi lucidi. Nicoletta afferma che è chiaro: quei due vogliono limonare come matti. Allora dopo apriamo la discussione sul Vero Mondo degli  Innamorati. Facciamo il giro per raccontarci di chi siamo innamorate noi questa settimana. Io dico che sempre il mio cuore è rapito da Angelo chitarrista cattolico. Nicoletta dice che c’è uno che lo vede la domenica a messa che la arrazza da impazzire. Simona dichiara che Stefano Silvestri l’ha incontrata al gabinetto all’intervallo e le ha detto così: Sei bella! Sei una bella figa! Io a te ti sposo quando sei grande. Nicoletta allora dice: Bella roba, quello è un tappo che non lo vuole nessuno.

Io affermo che lo sanno tutti che Stefano Silvestri va dietro a tutte.

Poi ci sono le Donne Nude. Simona chiede se per forza quando una diventa grande deve fare la Donna Nuda. Nicoletta dice, Logico! Che deve fare sennò?!

Io affermo che il bello è questo. Simona le viene da piangere e dice, Nooooo! Io non ci credo. Dice che sua madre, per esempio, ci scommette che non l’ha mai fatto.

Nicoletta dice, Sì, sei furba tu. Simona ribadisce che lei è sicura sicura, e che quando è nato suo fratello ha sentito la madre che diceva così alla vicina: che non hanno fatto niente per averlo! Nicoletta dice: Ma dai! Io dico: Tu sei scema.

Nicoletta propone un altro dibattito e chiede così: Secondo voi i bambini prima di nascere erano morti? Simona ci pensa su e poi rimane lì con la bocca aperta. Io dico questo: Chi se ne frega.

 


L’estratto di Rossana Campo è tratto da In principio erano le mutande, Giangiacomo Feltrinelli Editore, 1992, ripubblicato da Bompiani, 2020. Pubblicato in accordo con MalaTesta Lit. Ag. Milano.