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Il Natale, la televisione e la radio

Claudia Colaneri conduce laboratori di scrittura collettiva per disabili adulti con ritardo mentale. La sfida consiste nel trattare temi “alti”. Ecco quello che può succedere in un normale incontro:

A Natale tutti pensano a mangiare, ecco perché si dice “essere più buoni”, e non “più bravi”.
A Natale siamo più buoni perché siamo impegnati a mangiare.
Per essere più buoni dobbiamo prendere noi stessi e aggiungere la dolcezza.
La dolcezza si estrae direttamente dal sorriso.
Se sei piccolo i regali te li porta Babbo Natale, se sei grande, te li fanno i genitori, se sei povero te li fa il Comune, se sei proprio messo male, te li porta l’Inps, ma non te li incarta. Se sei solo, il regalo te lo fanno quelli che a Natale sono più buoni e regalano dolcezza.
Essere più buoni significa sopportare, ma non basta, bisogna anche aiutare. Se aiuti qualcuno, potresti non aver più bisogno di sopportarlo.
A Natale siamo tutti più buoni. Gli altri giorni invece possiamo essere realisti.

La televisione e la radio
Prima c’erano le televisioni con la scatola dietro e dentro c’entrava un sacco di roba. Adesso invece che sono piatte, hanno dovuto schiacciare tutto. Milly Carlucci così schiacciata, si conserva meglio. Padre Pio, invece, sui televisori piatti non si vede, perché non sanno come schiacciare la bara.
La televisione è come una finestra che non possiamo aprire. Noi siamo chiusi fuori e loro sono chiusi dentro. Quando la accendi vedi Gerry Scotti, Marglioglio, Mara Venier. Queste sono tutte persone che parlano quando la tv è accesa, se la spegni vanno a parlare dentro la televisione di qualcun altro.
La televisione serve per tenerci compagnia e vedere il Papa; ti istruisce ma non ti insegna niente. Il telecomando si tiene come la canna da pesca e funziona come un citofono, tu suoni al cinque e te apre Maria De Filippi. La pubblicità ti fa sentire bene perché fa vedere gente felice che le cose già ce l’ha.
Il telegiornale serve a quelli che si devono arrabbiare per qualcosa durante la cena.
La televisione ha i canali, la radio ha le stazioni e infatti è più veloce. Tra una stazione e l’altra si sente il rumore del caffè che esce.
La radio puoi tenerla accesa con le cuffie e senza dare fastidio, la tv invece si vede solo se sono tutti d’accordo.
Per guardare la televisione ti devi fermare. Per ascoltare la radio no.
La radio parla per spiegarti quello che vedi in televisione. La pubblicità in radio fa più ridere. I giornalisti della radio sono liberi di vestirsi come vogliono. Quando ci sono le notizie sul traffico, bisogna avere tanta pazienza, specie sulla Salerno-Reggio Calabria. La radio racconta fatti realmente accaduti, tranne quando ci sono le partite, perché ti devi fidare di quello che vede Pizzul, che ormai è vecchio. In radio possono lavorare tutti, basta aspettare la domanda dei conduttori, telefonare e raccontare i fatti propri. Anche per scegliere la musica basta telefonare. In televisione invece non puoi scegliere.
Radio e televisione si possono preferire entrambe, dipende se sei seduto sul divano o sul sedile della macchina.