fbpx

Contattaci |

+39 351 877 94 61

Orari: LUN – VEN 10:00/17:00 |

Gli uccelli di Dickens

La figlioletta di cinque anni del guardiano delle carceri di Marsiglia, accovacciata sulle spalle paterne, affaccia alle inferriate delle celle il bel visetto roseo e ridente, circondato da una gran massa di riccioli biondi e spalanca gli occhi azzurri. L’uomo distribuisce il cibo ai prigionieri che chiama “i suoi uccelli”, e per gioco la incita ad aiutarlo.
“Su, piccina dà l’imbeccata agli uccelli”. La bimba, che in Little Dorrit intravediamo solo in questa scena, porge il tozzo di pane con le manine grassottelle, guardando con curiosità, nella penombra delle celle, le figure sinistre che afferrano il pane avidamente e mormora con dolcezza: “Poveri uccelli”. La piccola, a cui Charles Dickens attribuisce sensibilità e innocenza, dalla carnagione fresca e dalla pelle delicata, ricalca le caratteristiche delle figure infantili che si incontrano nei suoi capolavori. Come in molte delle quaranta e più opere della sua produzione letteraria, nelle vicende di Amy Dorrit, figlia di uno dei carcerati, cresciuta in miseria nelle prigioni, sono rilevanti i riferimenti autobiografici. Dickens conobbe nella giovinezza la povertà e l’isolamento, il padre venne incarcerato per sei mesi per debiti, e il ragazzo all’età di 12 anni dovette lavorare in una fabbrica di lucido da scarpe. Fu solo con la pubblicazione del Circolo Pickwick che conquistò la celebrità e la predilezione del pubblico non lo abbandonò più. 
Nelle sue pagine, dense di riferimenti alle esperienze di vita dei ceti più poveri e degradati, percorse dalla sua vena arguta e umoristica e da una conoscenza profonda della natura umana, fa apparire semplici i più complicati intrecci. Amiamo anche i suoi personaggi grotteschi, deformi, ostinati, circondati da una vaga tenerezza, minutamente descritti nelle loro manie. 
Convinto sostenitore di una scolarizzazione capillare, guardò con particolare favore l’istituzione dello School Club, fondato a Londra nel 1869 con l’intento di promuovere l’alfabetizzazione e l’istruzione dei figli delle famiglie più disagiate, quartiere per quartiere.  L’insegnamento era affidato a una quindicina di ragazzi con i risultati scolastici migliori, appartenenti alle famiglie facoltose di uno stesso rione. Il più giovane, di dieci anni, insegnava disegno. Grazie all’intervento privato, fu presa in affitto una palazzina nelle vicinanze di Islington e venne corredata di tutto il necessario materiale didattico. Le lezioni si tenevano tre volte la settimana, di martedì, giovedì e sabato e ogni giorno si distribuiva tè con pane e burro ai sessanta scolari.  Dickens di frequente si recava in visita   all’istituto.  Una volta così si espresse col direttore, un giovane sedicenne che insegnava francese: “Nella mia vita vidi molte cose orrende e molte cose belle: tra queste, bellissima, la vostra scuola. I feel proud more than ever to be an Englishman”.