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Angelo di Dio, che sei il mio custode

Dicono che sono precoce, che sono troppo vivace… La verità è che… sono solo curioso. E mi piace toccarmi. Non vedo l’ora di rinchiudermi in bagno! Per fortuna c’è “Chitarra”. È l’unico che mi ha capito: mi ha dato un giornaletto con le foto, non con le figure disegnate! Qualche pagina è appiccicata ma… fa niente! È la prima volta che riesco ad averne uno tutto per me. È un segreto tra me e lui. Quelle, quelle… tette così grosse, e quei… quei culi rotondi e… la… la pisella, con tutti quei peli neri! Mamma mia! 
Giro la chiave e comincio a sfogliare…
Ma è peccato!
Chi è? Chi… chi è che parla?
È peccato, Carletto! Non commettere atti impuri, ricordi? Sesto comandamento…
Dove sei? Chi… chi cavolo sei tu?
Sono il tuo angelo custode. Quello che preghi ogni sera, come ti ha insegnato la tua mammina cara, ed io veglio su di te da quando sei stato messo al mondo…
Non ci credo! Sei… sei Marco che mi vuole spaventare, e se… se non esci fuori, mi metto ad urlare e chiamo la mamma, ecco!
Carletto… non fare lo stupidello. Non potrei mai farti del male.
E allora fatti vedere… Non mi fido di una voce che esce dal… dal water!
Uff… Contento ora? Hai visto che non sono tuo fratello?
Com’è che sai il mio nome?
Io so tutto di te…
Tutto?
Tutto. Illumina, custodisci, reggi, governa me… lo dici ogni sera, prima di addormentarti.
Ma… tutto tutto tutto?
Beh, insomma… Ne ho anche altri di bambini, e può darsi che qualcosa mi sfugga ma… Su, non tiriamola per le lunghe! Chiudi quel giornaletto e buttalo via, così avrò la prova del tuo pentimento.
No! Ho promesso a “Chitarra” che glielo avrei restituito. Lui si fida di me. Ha detto che sono un ragazzino intelligente, e che devo conoscere prima di giudicare. Non ha paura della mia curiosità. Quindi lasciami in pace. A me piacciono quelle foto e… e mi succede qualcosa di strano quando le vedo e… e penso alle cose che fanno le persone grandi…
Ma è peccato! Non devi farlo. Non è ancora il momento. Vedrai, te ne parleranno il tuo papà e la tua mamma, e poi a scuola e al catechismo come si fa a…
Ma io ho 12 anni! E li ho compiuti proprio ieri. Ho invitato Elisa al mio compleanno. Da grande voglio sposarla. Quando giochiamo al dottore, io… le faccio vedere il mio pisello… e lei si tira giù le mutandine. Ma “Chitarra” ha detto che devo smetterla, ecco perché mi ha dato il giornaletto…
Carletto Carletto… 12 anni è l’età in cui un ragazzino deve saper già discernere chiaramente il Bene dal Male. Quindi, butta quell’oggetto del demonio e vatti a confessare da don Fabio.
No che non ci vado…
Sì che ci andrai invece. E non aspettare domenica. I tuoi pensieri impuri vanno… mondati e corretti subito. 
Non ci vado a confessarmi! 
E che sarà mai! Farai come si fa di solito. Ti chiederà se ti tocchi, e tu risponderai di no…
Ma io mi tocco…
Ti accuserai di tutti i peccati che non ricordi e che, però, probabilmente hai commesso. Così non farai torto a nessuno.
Ma io davvero non me li ricordo!
Ti farà una bella ramanzina, e poi, vedrai… ti assolverà, lo conosco bene. È un prete giovane e bravo, anche se un po’ troppo moderno per i miei gusti. E ti benedirà affidandoti alla preghiera e consentendoti di accogliere, attraverso l’ostia consacrata, il corpo di nostro Signore.
Non ci voglio andare, come te lo spiego? Il giornaletto non è peccato!
Te la caverai con due Ave Marie, un Padre Nostro, un Atto di Dolore e il canto nel coro della chiesa, accompagnati dalla sua dolce chitarra: Signore sei tu il mio Pastore, nulla mi può mancar nei tuoi pascoli…
Tu… tu non sai niente di me. Dici solo bugie… oppure sei proprio distratto. Sei un maschio o una femmina? Hai i capelli lunghi, un sacco di piume sulle ali, ma non hai un pelo, e ti mancano le tette…
Ma dico, sono questi i discorsi da farsi con il proprio angelo custode? Ma che razza di ragazzino sei? Vergognati, e chiedi perdono a nostro Signore Gesù Cristo se non vuoi finire all’Inferno!
All’Inferno? Ma io… io non ho fatto niente! Ho solo giurato che non avrei tradito il nostro segreto…
Te lo dico un’ultima volta, poi per te non ci saranno più speranze di salvezza, anche se sei un bambino. Domani andrai a confessarti da don Fabio. Vedrai, lui ti accoglierà nonostante i tuoi… stupidi segreti. Lo conosco bene. Quand’era piccolo sono stato il suo angelo custode finché è servito. Ed hai visto quanto sono stato bravo? Si è fatto prete…
Ma tu sei stupido o ci fai? Perché se tutti gli angeli custodi sono come te, allora siamo messi male…
Cosa vorresti dire? Bada a quel che dici, anima parva…
“Chitarra” è mio amico, e io non lo tradirò! È l’unico che mi ascolta, si è fidato di me, mi fa cantare, e… gli ho promesso che non chiederò mai più ad Elisa di togliersi le mutandine, ecco!
Ma chi è questo “Chitarra”? Farai bene a dirlo a don Fabio di chi si tratta, perché ne parli con i suoi genitori e proibisca questo mercimonio di sconcezze! Altrimenti davanti a te si apriranno le fiamme dell’Inferno! Guarda! Te ne do un assaggio…
Ehi? Ma che fai? Mi bruci la carta igienica?
Parla!
È… è stato… don Fabio che mi ha prestato il giornaletto. Lui è “Chitarra”…
Cosa? Chi è “Chitarra”?
Il prete. Lo chiamiamo così al ricreatorio perché c’insegna a suonare e cantare. Lui è buono, non si arrabbia mai, anche con me che ne combino di guai…
Tu… tu menti…
Io non le dico le bugie! Mi ha detto che… non c’era niente di male nel farsi una pippa, e che anche lui, quand’era piccolo, ne ha fatte tante. Però devo smettere di chiedere ad Elisa di giocare al dottore…
Ehi! Non parli più? Che ti succede, sei diventato triste…
Signore, perdonami… Ho sbagliato tutto!
No, non hai sbagliato. Solo dovresti aspettare a giudicare. Don Fabio è un prete buono che ha fiducia nei bambini. Non come il mio papà che sbraita ogni volta che gli chiedo qualcosa, o la mia mamma che mi dice che il sesso è proibito…
Su, non fare quella faccia dai… Non metterti a piangere eh! Te l’avevo detto che era meglio mantenere il segreto. Ti va di vedere il giornaletto? Ma tu… ce l’hai il… coso?
No, io non ce l’ho il coso, va bene? Non ce l’ho, e non l’ho mai avuto… Né il coso né la cosa.
Beh, se vuoi… ti presto il mio.

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