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DOMANDE FILOSOFICHE #13: Scarpe e passeggiate

Claudia Colaneri conduce laboratori di scrittura collettiva per disabili adulti con ritardo mentale. La sfida consiste nel trattare temi “alti”. Ecco quello che può succedere in un normale incontro:

Le passeggiate
Per passeggiare bisogna uscire di casa senza motivo.
Se sai che devi andare da qualche parte, cammini senza farci caso, oppure scegli la macchina o l’autobus per fare prima e arrivare subito lì dove stanno già i tuoi pensieri.
Invece se passeggi hai già tutti i pensieri con te e non c’è bisogno di correre.
Mentre passeggi vedi tutto quello che succede a quelli che stanno andando da qualche parte: chi gli si rompe la macchina, chi tampona, chi si è dimenticato qualcosa, chi non trova la strada; chi sta facendo tardi.
Se non ti importa dove stai andando, non ti puoi perdere e sei sempre in tempo.
Quelli che passeggiano si riconoscono perché pigliano la pensione. Se proprio devono andare da qualche parte, vanno alla posta, in banca, in farmacia o dal dottore, e in questi posti capita di arrabbiarsi, o di non capire quello che succede.
Invece quando passeggiamo siamo tutti persone normali.

Le scarpe
L’uomo nella vita c’ha tanti problemi a cui pensare e certi ce li ha anche se non ci pensa. Uno di questi sono le scarpe.
Tutti credono che le scarpe sono una cosa necessaria, eppure l’uomo nasce senza.
Le prime scarpe sono fatte a maglia o a uncinetto, ma non servono a camminare. Se è solo per tenere i piedi caldi, basterebbero dei calzini, ma chi glielo dice a tu nonna che sta sempre a sferruzza’?
Da bambino inizi a camminare con le scarpe antiche che sceglie mamma.
Quando cominci a litigare con i genitori in un negozio di scarpe, significa che sei cresciuto.
Scegliere le scarpe è talmente difficile che una persona sola non basta.
Dentro al negozio ci sono i divanetti, perché prima di scegliere ti devi sedere a pensare:
al colore di tutti i vestiti e alle borse che c’hai a casa; a dove devi anda’ in vacanza; a quante volte te le devi mettere (se hai una cerimonia sola, conviene comprarle dai cinesi); a quanto ci devi camminare; a quanto sudi; a quanto è alto tuo marito (se lui è tappo, coi tacchi je fai fa una brutta figura).
Una volta che hai pensato, ti alzi e vai a vedere se trovi una scarpa di altezza media, di un colore medio, per una mezza stagione, per un mezzo impegno che c’hai, soprattutto… a metà prezzo.
Quando la trovi del numero tuo, te la provi. Se non ti entra e sei già cresciuto tutto, significa che devi togliere la carta dentro. Se è comoda e costa poco, esci dal negozio contento; eppure ancora non sei salvo; perché le scarpe so crudeli, soprattutto quelle che ti piacciono. Più ti piacciono e più te fanno male. Sono capaci di rovinarti le serate, le cerimonie e le passeggiate. Spesso, quando uno è nervoso è perché ha sbagliato scarpe.
San Francesco portava solo le suole e con quelle ci andava dappertutto, oggi invece c’è Decathlon.

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