fbpx

Contattaci |

+39 351 877 94 61

Orari: LUN – VEN 10:00/17:00 |

Domande filosofiche #11: Crocetta, Libertà e Amore Vero

Claudia Colaneri conduce laboratori di scrittura collettiva per disabili adulti con ritardo mentale. La sfida consiste nel trattare temi “alti”. Ecco quello che può succedere in un normale incontro:

“Io esisto perché lo so, se non esistessi non lo saprei.”

La libertà
La libertà è camminare.
Quando c’è traffico si cammina meglio perché le macchine non corrono.
Il traffico di pieno di gente che se ne frega. Dentro le macchine, fumano, se mettono il rossetto, controllano sempre il telefonino, leggono il giornale, litigano co la moglie, mangiano un panino. Fanno tutto come a casa loro, tranne la pipì.
La libertà è camminare scalzi, perché dove puoi camminare scalzo, non ci sono i chiodi e i vetri, c’è solo la natura o il parquet. Invece se sei ricco e c’hai il marmo, non puoi camminare scalzo, perché scivoli, batti testa e diventi scemo.

L’Amore Vero
L’avventura è solo una cotta, l’amore invece è crudo. Da un’avventura puoi rimanere scottato, l’amore lo devi tenere in fresco sennò va a male.
L’amore ti fa dimenticare quello che non hai mai avuto.
Le pene sono solo d’amore, le pene d’avventura non esistono perché non ne vale la pena.
In amore fanno male soprattutto le corna.
Con le corna non ti entra più il cappello, e senza cappello sembri un disgraziato qualunque.
Se ti piace una persona la vuoi anche toccare dentro, ma va bene anche dietro.
Dietro è meglio perché è più liscio.
Per fare l’amore serve la pillola, per fare la mamma no.
In farmacia vendono un termometro che, messo sul lavandino del bagno, misura le settimane.
Se sei incinta è amore vero. Se anche il padre se ne va, l’amore vero ce l’hai nella pancia. Quando lo tirano fuori, gli fanno un nodino sulla pancia come ai palloncini.

La crocetta
Ognuno deve portare la sua croce. Ci sono più croci dentro di noi che al cimitero.
La nostra croce è quella dell’Inps, per colpa de ‘na crocetta sul certificato di invalidità, non possiamo lavorare, non siamo autonomi, dipendiamo sempre da qualcuno che decide al posto nostro. Se ti azzardi a lavorare, l’INPS te leva la crocetta e te mette in croce.
L’INPS manda dei ragazzi a fare le imboscate per vedere se sei veramente disabile. Si nascondono pure sotto al letto e appena cammini dritto verso il gabinetto e te ricordi il posto dove la devi fa, te levano la pensione.
Ogni tanto ti chiamano a fare la visita per vedere se sei guarito o c’è stato il miracolo.

“I disabili si riconoscono subito, perché je rode er culo.”
“A me me danno la pensione d’invalidità perché m’hanno riconosciuto.”
“Io sono disabile perché mi danno la pensione.”
“Noi disabili facciamo le cose che fanno tutti, però non lo facciamo apposta.”


Pr questo pezzo, un ringraziamento speciale a Giangiacomo Tedeschi.