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Come trasformo in gelato “il Ramo di mandorlo fiorito” di Van Gogh

Il gelato si può produrre con qualsiasi prodotto della terra, anche con i fiori.
La bellezza di sperimentare ricette diverse dalle classiche, risiede spesso nel desiderio di modificare la quotidianità che vede l’artigiano ripetere per lo più gli stessi gusti classici, regalandogli così una parentesi di leggerezza e gioia. E così Van Gogh, in un impeto di vita, dedica il suo mandorlo in fiore al suo amato nipote, il quadro è denso del desiderio di gioia, rinascita e calore, parentesi felice di un uomo tormentato. Gli stessi ingredienti di un gelato alla mandorla, abbinato a una crema all’orchidea e un fiore di mandorlo a decorazione, sono incisi tra zabaioni e creme per la stessa ragione, ritagliare una parentesi in cui rinascere, reinventarsi.
Ma dedicare una propria creazione, come accadde a Van Gogh per questa sua opera, offre un piacere diverso del semplice creare per nutrire il proprio io. Così come promesso, parlando di mandorle, a breve proporrò il gusto dedicato a Lloyd, personaggio ideato dall’amico della scuola di scrittura Genius, Simone Tempia.
Il mio mandorlo in fiore durante l’autunno al Palazzo del Freddo.

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