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O di Omissioni

1 – Il lettore è Dio: ti giudicherà per parole, opere, e soprattutto omissioni.
2 – Se ometti il prologo il lettore te ne renderà merito.
3 – Omettere le parti che anche tu da lettore eviteresti di leggere è cosa buona e giusta.
4 – Se ometti qualcosa sperando nell’effetto sorpresa rischi il purgatorio. 
5 – Per le omissioni di indizi fondamentali per la risoluzione di un giallo invece è previsto l’inferno.
6 – Omettere il tuo vero nome (se non sei la Ferrante o non hai sottomano un Watergate) non ti rende misterioso.

Lydia è morta. Ma questo ancora non lo sa nessuno. 3 maggio 1977, sei e mezza del mattino, nessuno sa nulla se non una semplice cosa: Lydia è in ritardo per la colazione. Come sempre, vicino alla tazza di cereali di Lydia, la madre ha messo una matita appuntita e i suoi compiti di fisica, sei problemi segnati con una piccola «v». Andando al lavoro, il padre di Lydia sintonizza l’autoradio sulla WXKP, la fonte di notizie più attendibile del nordovest dell’Ohio, disturbata dalle interferenze. Sulle scale, il fratello di Lydia sbadiglia, ancora avvolto negli strascichi di un sogno. Seduta in un angolo della cucina, la sorella di Lydia è curva sui suoi cornflakes con gli occhi sgranati, e succhia un fiocco alla volta mentre aspetta di vederla arrivare. Alla fine è lei a dire: «Lydia ci sta mettendo un sacco, oggi».

Quello che non ti ho mai detto di Celeste Ng