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Il pitone innamorato

Chissà che cosa significa amare. Forse è il suo cazzo che esce dai pantaloni del pigiama. Incastrato in quella stoffa azzurra. Chissà se l’ha tirato fuori o se si libera davvero come un pitone innamorato. Chissà se l’amore è l’attimo in cui riesci a mostrarti o è il resto. Lui si aggira per la stanza del suo albergo con l’uccello di fuori e il telefono in mano, pronto a scattare. Vuole farle vedere la stanza, la saluta da uno specchio. Quello che le mostra il pigiama, e tutto il resto. È un gioco di riflessi. Chissà se basta volersi bene per trovare la via. La tenacia. La voglia di calarsi i pantaloni anche quando si è lontani. L’amore.

Se ve li siete persi questa settimana.

Siamo andati nell’aula bunker per #PalermoChiamaItalia e abbiamo capito perché i bravi insegnanti sono la nostra unica speranza.

Andrea Carraro ha scritto un fottio di lettere incazzose. Praticamente appunti per un romanzo.

Paolo Restuccia si prepara a festeggiare i 250 anni dalla nascita di Ludwig Van Beethoven.

Uno, nessuno e centomila Mark Caltagirone, raccontato dalla perfida Anna Cambi.

Peluche cerca un amico, la vignetta di Viola Ezeiza.

Un pomeriggio blu, storia inedita di Marilena Votta.

Per Massimiliano Ciarrocca l’editor ha sempre ragione.

Loredana Germani fa rivivere Agatha Christie attraverso una tazza di tè.

Mario Abbati fa il taroscopo. Questa settimana esce la luna rovesciata.

Alice Felci è arrivata alla lettera B di Bacio con i suoi consigli di scrittura.

Francesca Di Giangi ci dice perché scrivere un romanzo è come guidare di notte.