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Agatha Christie e la tazza di tè

Agatha prese la tazza di tè e ringraziò l’infermiera con un cenno del capo, poi tornò a guardare fuori dalla finestra. Era pronta da un pezzo, aveva già indossato il cappello, ma suo marito Archie era in ritardo, cosa strana per un militare, pensò. Aveva trascorso anni ad aspettarlo, a sperare che le perdonasse il successo, la mancanza di vanità, la timidezza patologica, ma senza risultato. Lui la disprezzava e, in più, si era innamorato di un’altra, la sua segretaria. Come in un romanzetto rosa, sbuffò. Aveva provato a mettersi nei panni di quella ragazza, si era persino registrata col suo nome in quell’albergo di Harrogate ma, a parte questo, non ricordava altro. Anzi no, il signor Stanton, quello sì, lo ricordava, un tipo dai modi gentili e lo sguardo penetrante. Aveva scoperto poi che si trattava di Wally Stanton, un cronista americano, che si era accorto prima della polizia e dei giornalisti che lei era la famosa scrittrice scomparsa da giorni senza lasciare traccia, lasciando l’Inghilterra col fiato sospeso, ma aveva fatto finta di niente, e continuato a chiamarla Miss Neele ogni volta che la incontrava nella hall, al restaurant o alle terme. Forse la seguiva, sentiva quello sguardo addosso ancor prima di vederlo, gli occhi neri, arguti, lievemente indagatori. Lo stesso sguardo del mio Hercule, pensò guardandosi di sfuggita nello specchio. Quei pochi giorni senza memoria erano stati i migliori della sua vita fino ad allora, ma adesso era arrivato il momento di affrontare il circo che l’aspettava lì fuori: i giornalisti, le domande, i dottori, le visite, suo marito, il divorzio. Agatha Christie è tornata, pensò, mentre poggiava sul tavolo la tazza di tè ormai freddo.


Agatha Christie (Torquay, 15 settembre 1890 – Winterbrook, 12 gennaio 1976).

Ha scritto 66 romanzi gialli, 153 racconti, 6 romanzi rosa scritti come Mary Westmacott, 17 opere teatrali, 4 radiodrammi, e diversi testi vari.

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